Il diario della Settimana Santa 2020

Condividi la tua Pasqua con la comunità! Un testo, un audio, un video, una foto: siamo una comunità unita anche a distanza!

Condividi e unisci anche tu

Siamo Chiesa ed è arrivata Pasqua.
In questo periodo ci sentiamo ancora più uniti se condividiamo il nostro tempo, la nostra “Pasqua domestica”, perché diventi la festa della comunità che vive in questa emergenza. Coccolati e certi che siamo amati sino alla fine e fino alla morte di croce, inauguriamo una rubrica dove accogliamo i contributi di tutti coloro che vogliono unirsi alla comunità per condividere qualche riflessione su come si sta vivendo il Triduo che ci porterà a Pasqua. È un modo semplice ed efficace che ci aiuta ad amarci l’un l’altro.

La redazione di “Condividere X Unire” si preoccupa di aggiornare questa pagina e il canale Telegram della parrocchia con i contributi arrivati da tutti i parrocchiani che vogliono condividere nel loro piccolo la propria preparazione in vista della Pasqua.

Leggi il diario della Settimana Santa:

Se anche tu vuoi condividere un testo (preghiera, riflessione), una foto, un audio, un video, puoi farlo inviando il tuo materiale qui ⤵️ GRAZIE!

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12 aprile 2020 – Domenica di Pasqua

Germogli di vita

Foto inviata da Francesco Fumagalli

Buona Pasqua

Foto inviata da Davide G.

Disegnare la resurrezione

Disegno di Sofia – Foto inviata da Davide Conti
Disegno di Mattia – Foto inviata da Davide Conti

Non è qui.

Credo sia il messaggio più bello da sentire dopo l’attesa del sabato. Gesù non è nel sepolcro ma è risorto! La vita ha vinto, l’amore ha vinto. In questa gioia vi condividiamo un testo di una immaginetta del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Santa Pasqua di Risurrezione a tutti noi.

Andrea, Maria Grazia e la piccola Chiara

Buona Pasqua dall’ODI Turro

Buona Pasqua dai ragazzi dell’ODI TURRO: distanti ma uniti.Foto inviata da Alberto Fumagalli

Germogli di Speranza

“Stanotte conquistiamo un diritto fondamentale, che non ci sarà tolto: il diritto alla speranza. È una speranza nuova, viva… è un dono del Cielo, che non potevamo procurarci da soli.” Attraverso le parole di Papa Francesco giunge a scaldarmi il cuore un augurio di luce. Risorge anche in me la speranza.

L’ANIMA ERRANTE, forse un po’ meno errante.

La Pasqua fonte dello Spirito

Gesù è risorto! “Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso”. “Alzate le mani li benedisse”. “Ed essi tornarono a Gerusalemme con grande gioia… “
Voi siete testimoni“. L’identità dei discepoli è chiara. Anche se impauriti, dubbiosi, angosciati, perplessi, dinanzi alla realtà del Cristo risorto, che essi hanno visto e toccato, la loro posizione
cambia. Spettatori di un evento straordinario, essi diventano protagonisti di un’attività missionaria altrettanto straordinaria che è l’inizio dello sviluppo del cristianesimo. Anche noi, oggi, siamo chiamati ad essere dei testimoni. Anche se pieni di preoccupazioni per la nostra vita, sempre più difficile e complicata per i tanti problemi che dobbiamo affrontare, anche se insoddisfatti, delusi, incerti, talvolta depressi e sfiduciati, anche se viviamo la vita senza un vero senso e dunque sempre alla ricerca di una identità, l’appello del Signore a essere dei testimoni in questo mondo può e deve farci tornare a ritrovare un vero motivo per tornare a gioire. Si tratta, infatti, di riscoprire la gioia del servizio per gli altri, facendo del bene, parlando dell’amore del Signore Gesù Cristo a chi ci sta intorno, di ritornare alla comunione fraterna nella vita della parrocchia a cui apparteniamo, a solidarizzare con i bisognosi attraverso opere di pietà e di vero aiuto, ad accoglierci gli uni gli altri senza paura, senza pregiudizi.
Essere testimone di Gesù Cristo significa che la vita non si nutre più di vani ragionamenti o di strane filosofie, ma dimora nella Parola di Dio vivificata dalla potenza dello Spirito Santo, che ci guida nella verità e nell’amore. Essere testimone significa essere per prima coinvolti in un’opera di conversione tale da diventare noi stessi una “lettera di Cristo” (2 Cor. 3, 3). La nostra vita deve parlare della bontà di Dio. Essere testimone, significa amare il Signore Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima, con tutta la nostra mente e amare il nostro prossimo come noi stessi (Mt. 22, 36-39). Essere testimone, dunque, significa vivere una vita autenticamente cristiana, come discepoli che si pongono alla sequela di Gesù Cristo. Questa è la vocazione che abbiamo ricevuto.

Marina Villa

Resurrezione

“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Matteo 28, 20

Condivido questo video tratto dalla scena finale del film “The Passion” di Mel Gibson.

Francesca Superbo

Auguri da Roma

Vengo a Messa da voi quando vengo a Milano per fare visita a mio figlio Federico che vive in via Russo. Ho sempre apprezzato la vostra gentilezza e apertura, siete una comunità amichevole! Da Roma leggo con interesse i testi della vostra newsletter. Vi invio i garofani bianchi della mia terrazza, come simbolo di resurrezione” – Foto inviata da Anita Baruchello

I campanelli dei chierichetti

Il gruppo dei chierichetti non perde il desiderio di Servire con Gioia e così abbiamo raccolto il suono dei nostri campanelli desiderosi che la gioia dell’Annunciazione del Cristo risorto giunga in tutte le vostre case. Buona Pasqua!


11 aprile 2020 – Sabato Santo

“Donami Signore un cuore umile, che sappia esserTi docile” – Foto inviata da Emanuele Lietti

Anche in corsia, li amò sino alla fine

Nel cammino verso la Resurrezione si attraversa il dolore, la sofferenza e la morte. Tutti passaggi dolorosi ma necessari. E chi meglio di un operatore sanitario può testimoniare queste fasi nel contesto della pandemia? Per questo riportiamo i racconti di alcuni parrocchiani che lavorano in prima linea nel servizio di cura ai contagiati da Covid-19. Nei dialoghi con loro, attraverso il loro sguardo e la loro esperienza possiamo anche noi condividere il peso e le fatiche della croce. Uniti ancora di più come comunità, possiamo vivere questo Triduo pasquale con la certezza che la morte è stata vinta e che Gesù è veramente risorto.


Meditazione musicale

Era abituata, ormai da molti anni, a vivere il Triduo Pasquale nella nostra parrocchia, portando il suo violoncello e aiutando il coro nell’animazione liturgica dal giovedì al sabato santo. La giovane M° Clara Lahoud ci offre anche a distanza una sua piccola meditazione in musica, sulle note di “Erbarme dich, mein Gott” (Abbi Pietà di me, o Dio) tratto dalla Passione secondo Matteo di J. S. Bach, augurando a tutta la comunità una buona Pasqua.


Segni del vostro amore

Invio un segno delle mie riflessioni/intuizioni di Quaresima e Settimana Santa.

Segno, dal latino “signum”, è un elemento visibile che indica una realtà invisibile.

Elisa Faccenda

La via della salvezza

In questo difficile periodo che stiamo vivendo dentro le nostre case, la mia riflessione è rivolta alla Sacra Famiglia: vorrei chiedere a Gesù di farci riconoscere la sua presenza nella nostra quotidianità.A volte crediamo di essere soli e deboli, dimenticandoci di quanto sia stato forte nell’affrontare la sua Passione.

Aiutaci a percorrere la strada della croce, ad accettare debolezze e sofferenze, come via della salvezza.

Auguro ai nostri sacerdoti e a tutti voi una Santa Pasqua nell’attesa di condividere questi momenti tutti insieme. Un abbraccio

Gabriella R.

Luce di speranza

Foto inviata da Davide G.

La cura

Auguro a TUTTI buoni giorni sereni nonostante questa grande crisi che sta attraversando il mondo intero. Credo che il Signore sostenga la speranza di tutti e anche la nostra Gioia Pasquale. Un forte abbraccio virtuale ma coinvolgente.

Willy Cortez
P.S.: Dedico la canzone “La Cura” a tutti nella grande fiducia che il Signore ci sostiene sempre ma chiede la collaborazione di tutti di “unire per condividere” le cose belle della vita e superare le “pesantezze” del nostro cammino.

La nostra speranza è il Signore

In questo giorno di silenzio e attesa, vorrei condividere un testo a me caro. La nostra speranza è il Signore!

Katrin Reister

La fede che preferisco, dice Dio, è la speranza.
La Fede è una sposa fedele.
La Carità è una madre.
La Speranza è una bambina da nulla.
La piccola Speranza avanza tra le sue due sorelle grandi e non si nota neanche.
Avanza tra le sue due sorelle grandi.
Quella che è sposata.
E quella che è madre.
E non si fa attenzione, il popolo cristiano non fa attenzione che alle due sorelle grandi.
E non vede quasi quella che è in mezzo.
La piccola, quella che va ancora a scuola.
E che cammina.
Persa nelle gonne delle sue sorelle.
E crede volentieri che siano le due grandi che tirino la piccola per mano,
per farle fare la strada della salvezza.
Ciechi che sono, che non vedono invece
che è lei nel mezzo che si tira dietro le sue sorelle grandi.
E che senza di lei loro non sarebbero nulla.
È lei, quella piccina, che trascina tutto.
E le due grandi non camminano che per la piccola.

Charles Péguy

Un triduo intimo

Per noi il Triduo Pasquale ha avuto il sapore dell’intimità: quella croce presa nell’ultimo pellegrinaggio in terra santa, la Parola di Dio ben in vista nella nostra libreria, una candela accesa e del nardo a profumare l’intera casa.

Ritagliarsi un tempo per pregare insieme, seguire le celebrazioni del Vescovo o del Papa, leggere il diario della nostra comunità… gesti che nella loro semplicità ci hanno fatto vivere pienamente il mistero Pasquale anche quest’anno.

È stato bello sentirsi abbracciati da tutti quei parrocchiani che hanno condiviso a modo proprio la loro fede. Grazie!

Laura ed Emanuele

Per lo scambio della pace

Vorrei condividere un pensiero che ricorre tutte le volte che ascolto la S. Messa in tv: quando arriva il momento dello scambio della pace, il silenzio mi sembra assordante. Non si potrebbe proporre “Scambiamoci un sorriso di pace 😃” oppure, “uno sguardo di pace” (avremo la mascherina 🤔) visto che quando torneremo a Messa ci sarà comunque il distanziamento sociale e non potremo, chissà per quanto, darci la mano? Vi auguro Buon Sabato Santo e mando a tutti un abbraccio di pace e di cuore

Laura Gallia

Portare in braccio

Condivido con voi questo racconto che mi sembra ancora più azzeccato per il periodo che stiamo vivendo.

Fulvio Superbo

Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata. E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme: le mie e quelle del Signore. Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma, proprio nei giorni più difficili della mia vita. Allora ho detto “Signore, io ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me. Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?”
E Lui mi ha risposto: “Figlio, tu lo sai che ti amo e non ti abbandono mai: i giorni nei quali c’è soltanto un’orma sulla sabbia sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio”.

Anonimo

Sorpresa

Foto inviata da Andrea Toniato

Tornare a casa venerdì pomeriggio dal lavoro e trovare l’altare domestico preparato con amore… È stata una bella sorpresa. Una sorpresa che nasce anche dal vedere che nonostante la quarantena la Pasqua non si ferma. Un po’ come quello che ha vissuto Gesù: non si è fermato, nonostante tutto, andando fino in fondo… Ed è proprio lì che ci sarà il compimento della Sua vittoria.

Ma prima della domenica c’è sempre il sabato: in questo caso un sabato ricco di attesa, di silenzio… Ecco che quindi la nostra condivisione non la facciamo con un canto (per evitare di rompere il silenzio di questo giorno) ma con l’augurio di approfittare di questo sabato per entrare in profondità del nostro cuore, di questo silenzio, dei preparativi… Che non siano dei preparativi per una semplice festicciola, ma che sia fatto tutto come segno per accogliere la bella notizia: la croce non ha l’ultima parola, ma è solo un passaggio necessario che porta alla vittoria della Vita.

Andrea, Maria Grazia e la piccola Chiara

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10 aprile 2020 – Venerdì Santo

Sono passato un attimo in chiesa, era aperta e non c’era nessuno. Vengo in questa chiesa da molti anni, ma forse solo oggi sono riuscito a tenere per più di 5 minuti lo sguardo fisso su quel Gesù messo lì sopra, nel mosaico più alto della nostra chiesa. È un crocefisso innalzato tra fabbriche e industrie di Turro, di Milano, del mondo. È un crocefisso innalzato nel silenzio, mentre tutto è fermo e sembra non volersi più muovere. È un crocefisso innalzato che continua a guardarmi, ovunque mi muovo in chiesa. Da lontano non capisco se addirittura mi sta accennando un sorriso, ma di una cosa sono certo: quelle braccia larghe sono pronte a riabbracciarmi ancora una volta.

Lorenzo Bagni

Anche in corsia, li amò sino alla fine

Nel cammino verso la Resurrezione si attraversa il dolore, la sofferenza e la morte. Tutti passaggi dolorosi ma necessari. E chi meglio di un operatore sanitario può testimoniare queste fasi nel contesto della pandemia? Per questo riportiamo i racconti di alcuni parrocchiani che lavorano in prima linea nel servizio di cura ai contagiati da Covid-19. Nei dialoghi con loro, attraverso il loro sguardo e la loro esperienza possiamo anche noi condividere il peso e le fatiche della croce. Uniti ancora di più come comunità, possiamo vivere questo Triduo pasquale con la certezza che la morte è stata vinta e che Gesù è veramente risorto.


Tutto è fermo

Foto inviata da Francesco Fumagalli

Dopo la Via Crucis col Papa

Una Via Crucis intensa, questa sera in Piazza San Pietro. Le testimonianze dei carcerati, le loro cadute nel buio, lo scoraggiamento e poi la risalita verso la luce, sono arrivate al cuore della mia fede indebolita e persa. E così sono entrata, timidamente, in questo spazio comunitario, che per tanto tempo ho abitato, per condividerlo. Non ho da raccontare una fede salda, un affidarsi consueto al Signore…ma posso raccontare che questa sera è venuto a trovarmi e, in silenzio, abbiamo parlato un po’.

Un’anima errante

La nostra Via Crucis in famiglia

Condivisione del giorno, dopo una bella Via Crucis per bambini che ho trovato in rete. Fino alla 12a stazione, per non precorrere i tempi…Foto inviata da Davide Conti
Condivisione del giorno, dopo una bella Via Crucis per bambini che ho trovato in rete. Fino alla 12a stazione, per non precorrere i tempi…Foto inviata da Davide Conti

Il seppellimento di Gesù

Sento il desiderio il condividere la meditazione sul Vangelo di oggi tratta dal commento della Comunità di Bose.

Il seppellimento dell’uomo oggi in tempo di Coronavirus

Questa sera la nostra contemplazione accompagna l’ultimo atto vissuto da Gesù su questa terra, di cui non è più lui il protagonista. Protagonista è lo Spirito da lui effuso sulla croce, che trasforma due figure “notturne” come Giuseppe di Arimatea e Nicodemo in uomini che trovano il coraggio di esporsi: si fanno carico della sepoltura di uno che ha fatto propria la prassi di accoglienza e di cura durante tutta
la sua vita pubblica.
La sepoltura va fatta in tutta fretta, perché incombe la festa.
I due “accolgono” il corpo di Gesù e se ne prendono cura. E qui come non andare con il pensiero a quanti in questi giorni accolgono e si prendono cura di corpi sfigurati dal male? Lo sappiano o no, è lo Spirito di Gesù che agisce in loro!
Un aspetto che colpisce nella narrazione del seppellimento è la quantità di aromi: oltre 30 kg! Quantità esorbitante, riservata a personaggi di alto rango, come i re. (Qui il pensiero va al canto che spesso accompagna le nostre liturgie “Re dei Re). In questi tempi di disposizioni restrittive, pensiamo a come avvengono le sepolture dei morti di Coronavirus, sepolture in forma estremamente spoglia, direttamente al cimitero, misure necessarie per il contenimento del contagio. Perché quella quantità smisurata di aromi, se non perché una stilla raggiunga anche ciascuno di questi corpi, di questi poveri “cristi” che non possono essere onorati come si vorrebbe? Sì, quella dismisura, quella sovrabbondanza è per ungere il grande corpo di Cristo che è l’umanità tutta, che è ogni essere umano! Nel breve testo si parla più volte del “corpo di Gesù”. Ma la parola che chiude il racconto è semplicemente “Gesù”: “Là … posero Gesù” (v. 42). “Là” è un sepolcro nuovo all’interno di un giardino, perché il giardino è la destinazione del nuovo Adamo, il giardino è la nostra destinazione.

Lina Simionato

L’Uomo, il Legno, il Dolore, la Speranza

Tante volte a Turro, nella nostra bellissima Comunità, le manifestazioni artistiche hanno fatto rima con il senso del Sacro. Arte e Preghiera. Preghiera attraverso l’Arte.
Con le note di questo Preludio, il XXII del primo volume del Clavicembalo ben temperato di Bach, si apriva “L’Uomo, il Legno, il Dolore, la Speranza”, un intenso lavoro teatrale del nostro amato Gianlorenzo Brambilla dedicato alla Passione di Nostro Signore. Una rappresentazione forte, corale, che per numerosi anni ha calcato le scene del nostro Teatro Parrocchiale (e non solo) e coinvolto tanta gente di Turro.
Un pensiero delicato a te, Gianlo, amico mio.
Una Buona Pasqua a Tutti.

Un ragazzo di Turro

Fiumi di misericordia

Il venerdì Santo è il giorno della Croce. Un segno privo di senso, se vogliamo, ad una lettura con occhi superficiali; un segno che spesso ci mette di fronte a domande sulla ricerca di un perché. Eppure pensiamo che la croce sia una risposta non tanto ad un “perché?” ma ad un “per chi?”. E in questo caso il per chi siamo tutti noi. Ci piace vedere in quelle braccia aperte di Gesù sulla croce l’abbraccio misericordioso nel quale Dio stringe a sé tutti gli uomini, tutti noi. Il venerdì santo è quindi il giorno del perdono, dell’amore che si spinge fino alla fine ma senza fine.

Ecco che per poter gustare e meditare tutto ciò, la liturgia ci viene in aiuto con due momenti: la liturgia della Passione del Signore, ricca e piena di significati, e la Via Crucis. L’invito potrebbe essere quello di gustare ogni gesto della liturgia per chi ha la possibilità e di vivere un momento di preghiera alle 15.00 del pomeriggio. In merito alla Via Crucis, ci piace poter pensarne una “home made” in merito alle meditazioni: cercare di calare nel proprio vissuto e quotidiano quello che la Via Crucis ci propone; scendere nel profondo della nostra vita e del nostro cuore.

Se pensiamo ad un canto per questo giorno, ci viene in mente “Fiumi di misericordia”, canto che per la prima volta abbiamo sentito ad una Messa di Quaresima dell’anno scorso. Sembra ieri eppure è già passato un anno. La speranza è quella di poterla cantare nuovamente in chiesa, tutti insieme. Buon Venerdì Santo!

Andrea, Maria Grazia e la piccola Chiara

Collocazione provvisoria

Voglio condividere con la comunità parrocchiale di Santa Maria Assunta in Turro, ad una comunità che mai più che ora sente il vuoto e la malinconia nelle strade, nei riti, nella presenza fisica dei nostri amici e dei nostri sacerdoti, un bel passo di un’omelia che in occasione del Venerdì Santo Don Tonino Bello “donò” ai suoi fedeli, quando in occasione del dono di un Crocifisso alla sua Chiesa trovò sotto un cartello con la scritta “collocazione provvisoria”. Chissà forse quanto durerà questa “collocazione provvisoria”, questo buio della nostra terra, ma è poco, dobbiamo credere che sarà ancora per poco…

Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce. C ’è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo: “Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”. Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose.
Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo concesso al buio di infierire sulla terra.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell’uomo.
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota.
Al di fuori di quell’orario, c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva da Dio.
Coraggio, fratello che soffri. C ’è anche per te una deposizione della croce. C ’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza.
Tra le braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra assurdo.
Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga
.

don Tonino Bello
Angelo D’Addesio

La passione di Gesù

“Crocifiggiilo, crocifiggilo!”. “Le loro grida crescevano, Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita”. Per Pilato Gesù è un innocente, che i giudei accusano per motivi che, in fondo, non lo riguardano. Ma non ha la forza, né un vero interesse, per resistere alle loro pressioni: ci sono ragioni di ordine pubblico ben più importanti di lui. Nelle ripetute proclamazioni di innocenza da parte di Pilato e, al tempo stesso, nel suo finale abbandono, il credente vede che Gesù è un Messia politicamente innocente, che non ha voluto entrare nel gioco delle contrattazioni politiche. La via che egli ha scelto per cambiare il mondo è un’altra.

Gesù, metti il mio cuore vicino al tuo. Fammi stare con te mentre soffri.

Marina Villa

Passione di Gesù. Gesù incontra sua madre

Condivido con voi questa emozionante scena tratta dalla Passione di Mel Gibson.

Giovanna Massini

Il Santo Sepolcro

“… Patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto… per la nostra salvezza”. Foto inviata da Fulvio Superbo

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9 aprile 2020 – Giovedì Santo

Foto inviata da Paola Romanello

La lettura del Vangelo della Passione è di una bellezza che mi stordisce: un Dio che mi ha lavato i piedi e non gli è bastato, che ha dato il suo corpo da mangiare e non gli è bastato; lo vedo pendere nudo e disonorato, e devo distogliere lo sguardo. Poi giro ancora la testa, torno a guardare la croce, e vedo uno a braccia spalancate che mi grida: ti amo. Proprio a me? Sanguina e grida, o forse lo sussurra, per non essere invadente: ti amo. Perché Cristo è morto in croce? Non è stato Dio il mandante di quell’omicidio. Non è stato lui che ha permesso o chiesto che fosse sacrificato Gesù, l’innocente, al posto di tutti noi colpevoli, per soddisfare il suo bisogno di giustizia. «Io non bevo il sangue degli agnelli, io non mangio la carne dei tori», quante volte l’ha gridato nei profeti! La giustizia di Dio non è dare a ciascuno il suo, ma dare a ciascuno se stesso, l’intera sua vita. Ecco allora che Incarnazione e Passione si abbracciano, è la stessa logica che prosegue fino all’estremo. Gesù entra nella morte, come è entrato nella carne, perché nella morte entra ogni figlio dell’uomo. E la attraversa, raccogliendoci tutti dalle lontananze più perdute, per tirarci fuori, trascinandoci con sé, in alto, con la forza della sua risurrezione.

Ermes Ronchi

Anche in corsia, li amò sino alla fine

Nel cammino verso la Resurrezione si attraversa il dolore, la sofferenza e la morte. Tutti passaggi dolorosi ma necessari. E chi meglio di un operatore sanitario può testimoniare queste fasi nel contesto della pandemia? Per questo riportiamo i racconti di alcuni parrocchiani che lavorano in prima linea nel servizio di cura ai contagiati da Covid-19. Nei dialoghi con loro, attraverso il loro sguardo e la loro esperienza possiamo anche noi condividere il peso e le fatiche della croce. Uniti ancora di più come comunità, possiamo vivere questo Triduo pasquale con la certezza che la morte è stata vinta e che Gesù è veramente risorto.


Strumenti di umiltà

Foto inviata da Francesco Fumagalli

Di fronte alle nostre fragilità

Questa pandemia ci ha messo di fronte in maniera dirompente e devastante a tutte le nostre fragilità. Tutte le nostre certezze sono svanite, le nostre manie di grandezza sono state sconfitte da quanto di più piccolo ci sia nell’universo. Tutti i nostri “io faccio”, “io dico” sono stati messi a tacere, il nostro delirio di onnipotenza è stato ammutolito da un virus. Sembra quasi un castigo che ci è piovuto dal cielo per il poco rispetto che abbiamo avuto per tutto e tutti. Quante volte non abbiamo dato il giusto valore alle cose convinti di essere padroni incontrastati del mondo che ci circonda. Tante volte siamo andati a Messa con sufficienza magari scegliendo quella celebrata dal sacerdote che più ci piace, che fa la predica corta e magari dice le cose che ci fa comodo ascoltare. Quante volte abbiamo ricevuto l’Eucarestia in maniera distratta, magari pensando ad altro. Spesso ci siamo eretti su un piedistallo convinti di avere la verità in mano, di essere i più
bravi e che tutto ci spetta per un non si sa bene diritto acquisito. È arrivato il momento di dare una svolta alla nostra vita. Dobbiamo sempre ringraziare Dio per la vita che ci regala, per tutte le cose belle che ci circondano, per tutte le persone che incontriamo sul nostro cammino cercando ogni
giorno di meritarci, col nostro comportamento, tutto questo. Tra poco Gesù risorgerà e anche noi dobbiamo risorgere dalla tomba che ci siamo costruiti fatta di invidie, gelosie, superbia, pregiudizi e indifferenza ricordandoci che non siamo nulla se non ci rapportiamo a Dio e con Dio.

Fulvio Superbo

Una preghiera dei fedeli

Signore, dona ai governanti, ai dirigenti degli ospedali, ai primari di agire sempre per il bene delle persone. Fa’, Signore, che non manchino i dispositivi di protezione adeguati per chi lavora a servizio dei malati.

Katrin Reister

Foto inviata da Giuseppe Arcidiacono

Come vivremo il triduo pasquale?

L’emergenza sanitaria ha costretto molte di noi allo smart working e a modificare i ritmi di vita. Durante i pasti ci raccontiamo le vicende di amici o conoscenti toccati dal coronavirus, ma anche esempi di Bene che nasce o iniziative che liberamente sorgono per accompagnare le persone afflitte. Dal desiderio di Marta di poter spiegare in termini chiari anche ai ragazzi l’epidemia, Paola ha realizzato due interviste a medici impegnati sul campo. Per poter seguire le funzioni del Papa abbiamo modificato i nostri orari: ogni mattina ci raduniamo in Capitolo per la Messa delle 7 a Santa Marta e poi insieme preghiamo le Lodi. I posti più ambiti sono quelli di fronte al Crocifisso di William Congdon che campeggia su una delle pareti e che comprende le nostre preoccupazioni. Seguiremo le funzioni del Papa anche durante il Triduo, proiettandole in grande per vedere tutte bene.
Sicuramente stiamo vivendo questi giorni con gratitudine perché nel nostro isolamento siamo accompagnate e custodite: il giorno di Pasqua coinciderà con il compleanno di Alessandra, lieta di poter festeggiare insieme a noi il doppio appuntamento.

Caterina Allais – Comunità Memores Domini

Servire è regnare

L’anno scorso ad ottobre-novembre ho fatto il mio debutto nel coro della parrocchia di Turro. Nelle mie esperienze in altre parrocchie precedenti e percorsi spirituali, quello della musica è stato sicuramente il servizio nel quale ho cercato di restituire il dono/doni ricevuti. È stato bello essere accolto sin da subito nella realtà del coro, seppure mia moglie, io e la nostra piccola Chiara siamo delle “new entry” in questa parrocchia, o meglio, in questa casa. Già perché Santa Maria Assunta in Turro sta diventando sempre più una casa, una famiglia. Una casa in cui siamo stati e continuiamo ad essere accolti e allo stesso tempo siamo chiamati ad accogliere gli altri.
Mia moglie Maria Grazia ed io ci immaginavamo, come tutti del resto, di vivere una Quaresima e una Pasqua diversa. Sarebbe stata la nostra prima Pasqua vissuta pienamente nella Parrocchia di Turro, a Dio piacendo, e invece… La situazione che stiamo vivendo sembra averci scombinato un po’ i piani. Ma il Signore, anche nelle difficoltà e nei momenti più di buio, sa sempre sorprenderci e stupirci. Già, perché anche se distanti, ognuno nelle proprie case, quello che sto e stiamo sperimentando è un senso di appartenenza ancora più forte alla parrocchia e allo stesso tempo un senso di appartenenza più ampio a tutta la chiesa. Insomma, il coronavirus non ha intaccato la Comunione che solo il Signore può far sperimentare.
È proprio con questo senso di Comunità che ci piace condividere con voi alcuni brani musicali che possono accompagnarci in questo Triduo 2020. Sono brani che in un modo o nell’altro sono stati e sono significativi per la nostra coppia. Il primo brano lo condividiamo in occasione del Giovedì Santo, giorno pieno di gesti profondi, tra i quali uno dei più cari per noi è il momento della “lavanda dei piedi”. Lì Gesù mi e ci mostra come amare il prossimo, nella mia famiglia, nel lavoro, in parrocchia. È un gesto che mi e ci mette molto in discussione, interroga il profondo del cuore. Ecco che quindi vi condividiamo il canto: “Servire è regnare”. Che possa trasformarsi in preghiera: che il Signore ci dia la Grazia di imparare sempre più ad amare e servire come lui ha fatto per primo con noi.

Andrea, Maria Grazia e la piccola Chiara

“Servire è regnare” spiegata dai bambini

Foto inviata da Davide Conti

A proposito del canto proposto qui sopra, “Servire è regnare”. Noi l’abbiamo scelta come “canzone del giorno” ed i bimbi hanno scelto la frase simbolo e fatto un disegno. Quello di Mattia non è pubblicità abusiva… è la mamma che fa la spesa per i nonni chiusi in casa come interpretazione del “servire”.

Famiglia Conti

La nostra lavanda dei piedi

Ho lavato i piedi ai miei figli “non più credenti”. È stato un momento di grazia per loro e per me: davvero il Signore era in mezzo a noi.

una mamma

Non c’è amore più grande

Quante volte l’ho cantato al Triduo, alle prove, con il mio coro, gli stumentisti, il direttore… Quanto mi mancate…
Ogni anno l’impegno intenso, soprattutto in questo periodo per preparare al meglio le celebrazioni pasquali ci rendeva se possibile più uniti. Mai come oggi però ho avuto l’occasione di farmi coinvolgere a fondo sul significato di alcune frasi. Oggi in particolare mi ha colpito questa:

“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se vi amerete gli uni gli altri”

Giovanni 13, 35
Paola Romanello

La giornata del servizio e dell’amore

Il Giovedì Santo, primo giorno del Triduo, è la giornata del Servizio e dell’Amore. In famiglia, abbiamo pensato che nell’arco della giornata sarebbe bello seguire l’esempio di Gesù prendendoci cura l’un l’altro attraverso un gesto di servizio che possa mostrare l’amore per l’altra persona. Una cosa semplice, senza pensare a cose straordinarie. Questo può essere fatto anche da persone che vivono da sole, attraverso una telefonata ad un parente o ad una persona sola, una persona che ha bisogno di conforto (ad esempio un collega in difficoltà, ecc…). Sarebbe bello poi riuscire a trovare un momento di preghiera attorno ad un “altare” domestico dove poter leggere la Parola del giorno e concludere la giornata con il gesto della “lavanda dei piedi” come espressione del desiderio di voler imparare ad amare come Gesù.

Andrea Toniato e Maria Grazia Franzè

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8 aprile 2020 – Mercoledì Santo

“Restate qui e vegliate con me.” Mt 26,38 – Foto inviata da Francesca Superbo

La notte del Signore

Perfino gli olivi piangevano
quella Notte, e le pietre
erano più pallide e immobili,
l’aria tremava tra ramo e ramo
quella Notte.
E dicevi:
“Padre, se possibile…”. Così
da questa ringhiera
quale un reticolato da campo
di concentramento, iniziava la Tua Notte.
Si è levata la più densa Notte
Sul mondo: tra questa
e l’altra preghiera estrema:
“Perché, ma perché, mio Dio…”
Notte senza un lume: disperata
tua e nostra Notte. “Perché…?”

David Maria Turoldo

Leggendo questa poesia, ho visto riflesso, insieme al dolore di nostro Signore, anche quello di tante persone che soffrono a causa di questa pandemia. Preghiamo tutti il Signore perché dissolva la Notte con il Sole di Pasqua.

Giovanna Massini

Una preghiera dei fedeli

Per la Chiesa, dimora ausiliatrice, che nella celebrazione della Pasqua dia edito alla perseveranza, al rispetto dell’altro, alla rinascita interiore e sociale, prendendo come esempio la vita di Gesù Cristo.

Per l’Umanità che trovi saggezza, gloria di servire l’altro, coraggio di eliminare tutte le brutture umane, salvandosi tramite il cuore di Gesù Cristo e la protezione Celeste della Madonna.

Per oltre un milione di contagiati dal virus nel mondo, perché possano reagire con estrema pazienza e guarire, soccorsi ed abbracciati dal Signore.

Per i ragazzi di strada, la cui vita costituisce un’esperienza traumatizzante per profonde frustrazioni, instabilità emotiva, solitudine, mancanza di risorse economiche e continua necessità di arrangiarsi, affinché ricerchino nella loro fragilità, uno spiraglio emozionale di luce propria, tendendo la mano al Signore per rialzarsi, in così tanta oscurità.

Per i 69 Stati al mondo coinvolti attualmente nelle guerre, piegati da miseria e calamità ambientali, affinché i responsabili ritrovino il coraggio e la saggezza della pace e pongano fine ad esse, al più presto, eliminando i forti problemi politici ed umanitari.

Per i Paesi in Via di Sviluppo, dilaniati da fame e povertà, tutela della salute, migrazione inarrestabile, condizioni igieniche, accesso alle risorse e ai servizi e lotta ai cambiamenti climatici, perché possano trovare la forza di sfidare la loro debolezza ed instabilità, abbracciando la loro vita, con la forza grande della Fede che ricorda di non essere soli a combattere questa realtà.

Teriana Fratello

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7 aprile 2020 – Martedì Santo

Foto apparsa su un balcone di Turro

L’agonia di Gesù nel Getsemani

«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Una preghiera, quella di Gesù, che rivela sì una tensione interiore, ma non una lacerazione. Più che l’allontanamento della prova, Gesù sembra chiedere la forza per superarla. Come ogni uomo, anche l’uomo Gesù non trova in se stesso la forza per superare la prova, ma l’implora dal Padre. Così l’uomo sperimenta nello stesso tempo la debolezza e la forza, la fatica della prova e la consolazione di Dio.

Gesù, tienimi lì con te, oggi.

Marina Villa

Prepararsi alla Messa

Io, nel mio piccolo, cerco di preparare in casa un’atmosfera di chiesa. Mi bastano pochi elementi: il crocifisso, una candela accesa, dei fiori. Tutto è pronto per la mia messa domenicale, che seguo con il mio messale ambrosiano.

Vanna Pizzi

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6 aprile 2020 – Lunedì Santo

Foto inviata da Donato Santoiemma

Per un momento di preghiera

L’ultima cena di Gesù

«Ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve». «Io sto in mezzo a voi come colui che serve». Il contrasto fra il gesto di Gesù e la loro preoccupazione (“chi dovesse essere il più grande”) è enorme.
Non hanno capito ancora che seguire il Signore significa servire. Gesù afferma la sua presenza nella comunità (“Io sono in mezzo a voi”) che serve (“Colui che serve”): è il tratto della Croce, del dono di sé. Il volto del Signore è sempre determinato dalla logica dell’amore che serve.

Ti fai il più umile e piccolo di tutti, un servo, per mio amore.

Marina Villa

Sei qui davanti a me

In questo periodo ho provato a capire, a darmi coraggio e a darlo agli altri, ho cercato di ridere, di cantare e di non pensare troppo… Ho pregato e mi sono commossa vedendo il Papa davanti al crocifisso, con i fiori in mano a chiedere la grazia.

Adesso voglio mettermi in ginocchio in adorazione e pregare con le parole del canto:

Sei qui davanti a me, o mio Signore
Sei in questa brezza che ristora il cuore
Roveto che mai si consumerà
Presenza che riempie l’anima
Adoro Te fonte della vita
Adoro Te Trinità infinita
I miei calzeri leveró su questo santo suolo
Alla presenza Tua mi prostrerò

“Adoro Te”, Rinnovamento nello Spirito, album “Io credo” 2011
Anna Spagnoletti

Una preghiera dei fedeli

Per la Chiesa, speranza di vita che nella celebrazione della Pasqua, rafforzi il significato simbolico di liberazione, rinascita e resurrezione a nuova vita.

Per l’Umanità che con la Santa Pasqua, possa ritrovare il rinnovamento che santifichi e purifichi l’Uomo in quanto con la morte e Resurrezione di Cristo, è libero dal peccato originale.

Per tutti i malati che giorno dopo giorno vivono nella piena sofferenza e tristezza umorale, affinché trovino serenità d’animo, piena consapevolezza della propria malattia, coraggio, intelligenza emotiva e rafforzino sempre più la propria fede.

Per i carcerati e tossicodipendenti, inzuppati da grandi difficoltà quali la solitudine interiore, il malessere di vivere, il disagio emotivo e sociale, l’irruenza, l’aggressività, perché possano trovare la forza di migliorare la propria vita, smussando in meglio il proprio carattere e seguendo la retta via, illuminati.

Per i tanti poveri, vittime dell’ingiustizia strutturale dell’economia mondiale, poiché possano muoversi sul sentiero delle emozioni sociali che la vita ci offre quotidianamente, avendo sempre la speranza e la fede in mano.

Per la fame, piaga del mondo intero poiché attualmente, una persona su nove non ha cibo a sufficienza per condurre una vita sana ed attiva, poiché si trovi la strada giusta per debellare questo grave problema mondiale.

Teriana Fratello

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5 aprile 2020 – Domenica delle Palme

Foto inviata da Paola Romanello

Lettera da Manila

Siamo reduci da una Quaresima particolare, dove abbiamo dovuto “andare a Messa” da casa e non abbiamo nemmeno potuto andare in chiesa per un attimo di raccoglimento e preghiera. Lo stesso per la Settimana Santa, i giorni in cui noi cristiani riviviamo gli avvenimenti più significativi per la nostra vita di fede. Qui a Manila come in Italia, siamo costretti a trovare il modo di partecipare alle celebrazioni liturgiche trasformando gli ambienti di casa in una “chiesa domestica”. Seppur più faticoso e impegnativo che andare in parrocchia, fare questo esercizio è utile per rinvigorire la fede: andando a Messa “da casa” sono costretto a decidere consapevolmente di voler essere presente e partecipare a quel momento e del perché lo faccio!

In queste settimane di isolamento forzato e “distanza di sicurezza” la tecnologia ci è stata di grande aiuto nel farci rimanere vicini: quanti messaggi ci siamo scambiati con foto, video, preghiere, riflessioni! Uno di questi video mi ha colpito in modo particolare perché affermava che la natura scarta quelle specie che non apportano beneficio all’intero sistema, insinuando che il coronavirus è un modo in cui la natura cerca di eliminare la specie umana. Terrificante! Pur accettando che una persona di un’altra religione possa pensare questo (la relatrice in questione era indiana e parlava ad un’assemblea chiaramente non Cristiana), come credente mi ribello all’idea che la natura creata “buona” da Dio possa eliminare quell’umanità creata da Dio come realtà “molto buona”. La verità è che Dio non ha smesso di amarci e continua a cercare il modo di ristabilire quella relazione d’amore da cui noi ci siamo allontanati. Una bella immagine di questo ci è data in una profezia di Ezechiele (37, 21-28): Dio “fa” molte cose per ristabilire la sua alleanza con l’umanità, perché noi siamo il popolo che lui ha scelto e fa tutto questo (ci santifica, dice il testo) indipendentemente dalla nostra volontà o capacità di seguire appieno i suoi insegnamenti. Questo, in fin dei conti, è il significato del mistero Pasquale: Gesù è morto in croce per salvarci prima ancora che noi fossimo consapevoli di quanto siamo peccatori.

Insomma, Dio ci ama da sempre e per sempre ci amerà e continuerà anche a far di tutto per farcelo capire! A noi basta decidere consapevolmente di avere bisogno di Dio (anziché far di testa nostra) per riallacciare il rapporto d’amore con lui e poter godere la pienezza di vita ch Lui promette. Il mio augurio per questa “strana” Pasqua 2020, allora, è quello di rimanere sì “isolati in casa” ma di essere in “consapevole comunione” con Dio, così da godere in modo nuovo la gioia della Risurrezione!

Buona Pasqua a tutti!

Fabio Patt, fratello comboniano missionario a Manila

La solitudine dell’ulivo

Foto inviata da Francesco Fumagalli

Noi ci diamo alle scenografie! Buona domenica delle Palme dalla famiglia Petriccione. E un abbraccio particolare a tutti i chierichetti ❤️

Per un momento di preghiera

«Questo è il mio corpo dato per voi, fate questo in memoria di me». «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi». Non esiste amore più grande di questo, donazione più radicale: Gesù Cristo si abbandona completamente all’uomo, si lascia possedere totalmente, dà il suo corpo da mangiare, il suo sangue da bere «per la vita del
mondo». Sono parole che sanno di vita e di morte. Pane del cielo, nutrimento divino, cibo nuovo per l’uomo nuovo redento dal sangue dell’Agnello! Cristo non dona “qualcosa” di sé, ma tutta la pienezza del suo essere umano-divino nell’Eucaristia. «Le parole spiegano i gesti. Offrendo il pane dice loro: “Prendete, mangiate: questo è il mio corpo”. La parola “corpo”, nella mentalità biblica, non indica una parte della persona, ma la indica nella sua totalità, nella sua capacità di donarsi, di relazionarsi, di comunicare con gli altri. Le parole di Gesù vogliono dire: questo sono io che voglio donarmi a voi, entrare in comunione con voi, fare di voi la mia comunità».

Fammi entrare nel tuo cuore, nella tua sofferenza. Unisci il mio cuore al tuo.

Marina Villa

Una preghiera dei fedeli

Per la Chiesa, fonte di umanità, doni sempre il senso della vita, spesso non valorizzato per svariate preoccupazioni, depressioni e disagio morale.

Per la pandemia del virus che vede protagonisti la maggior parte degli Stati del mondo, sommersi da paure, panico e lutti, affinché cessi rapidamente, con l’apertura del cuore di ciascuno di noi, all’universalità della preghiera.

Per tutti i medici e gli operatori sanitari che si prodigano quotidianamente per salvare vite dal virus, affinché trovino sempre più, la forza, il coraggio e l’infinita pazienza di andare avanti e ricominciare.

Per la salute globale dei bambini, a rischio causa le molteplici minacce quali i conflitti, le forti disuguaglianze, effetti dei cambiamenti climatici e il degrado della qualità ambientale, affinché venga migliorata, dando benefici immediati, a lungo termine e intergenerazionali.

Per i milioni di persone in fuga nel mondo, causa persecuzioni, conflitti, violenze o violazioni diritti umani, affinché trovino serenità d’animo, dimora, pace ed ogni giorno abbraccino l’infinito.

Per l’ambiente globale, colmo di problemi quali l’allarmante tasso di perdita di biodiversità, gli effetti sempre maggiori dei cambiamenti climatici e l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, affinché ritrovi l’equilibrio, con un cambio di rotta dell’uomo, verso un futuro sostenibile.

Teriana Fratello

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