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Condividere X Unire

Le occasioni offerte da un nuovo anno pastorale

Ora che l’estate è finita e il Condividere X Unire torna ad accompagnarci lungo il cammino del nuovo anno sociale e pastorale che comincia, ho pensato di mandare due righe di saluto ed augurare a tutti buon cammino e impegno: a scuola, in ufficio, in oratorio, in parrocchia.

Come probabilmente sapete (o avete sentito dire) alla fine di maggio ho fatto una visita a Turro, tanto inaspettata quanto breve (solo un sabato e domenica). L’occasione è stata quella di partecipare al Capitolo Generale dei Missionari Comboniani, un raduno che si tiene ogni sei anni, cui prendono parte i confratelli rappresentanti dei vari paesi dove siamo presenti, per eleggere il Superiore Generale e i quattro Assistenti che lo aiuteranno a guidare le sorti di tutto l’Istituto per il prossimo sessennio.

Io non ero stato eletto Delegato, ma l’improvvisa impossibilità a partecipare del Fratello che era stato nominato ha fatto sì che a meno di due mesi dall’inizio del Capitolo, io venissi informato della necessità di essere a Roma per tutto il mese di giugno per partecipare ai lavori di questa assemblea, l’organo decisionale più alto di ogni ordine religioso.
Originariamente, questo XIX Capitolo Generale doveva svolgersi nell’autunno dell’anno scorso, ma a causa dell’impossibilità di radunare un cospicuo numero di persone dovuta all’emergenza Covid, l’incontro è stato rinviato di dieci mesi. Sempre per rispettare le norme sanitarie ancora in vigore, la durata è stata limitata ad un mese e il numero di partecipanti è stato ridotto al minimo indispensabile: 69 Delegati con diritto di voto, quattro osservatori, due segretari minutanti ed un facilitatore esterno.

Una volta fatta conoscenza degli altri Delegati e distribuiti i vari incarichi (per es. i quattro moderatori), i lavori sono preceduti a ritmo serrato. Per avere una visione della situazione attuale dell’Istituto, si è cominciato con l’ascolto delle relazioni preparate dalle varie Province (aree più o meno corrispondenti alle nazioni dove i Missionari Comboniani sono presenti, raggruppate in zone continentali: Europa, Africa francofona, Africa anglofona + Mozambico, Nord America, America Latina + Asia) e da varie realtà a noi collegate: vescovi comboniani, suore missionarie comboniane, missionarie secolari comboniane e laici missionari comboniani.

Si è poi discusso più approfonditamente di tematiche specifiche su cui era necessario che il Capitolo desse un parere così da orientare il miglior funzionamento dell’Istituto nei prossimi anni: revisione della formazione, ministerialità in vista della riqualificazione degli impegni e condivisione e sostenibilità (comunione dei beni e gestione delle risorse economiche).

Il simbolo del Capitolo
Il simbolo del Capitolo

La metodologia suggerita dal facilitatore (un padre missionario Clarettiano) ci ha portato a “sognare” il “volto” dell’Istituto comboniano alla fine dei prossimi sei anni ed in base al risultato immaginato definire le priorità da perseguire e le relative modalità per raggiungere gli obiettivi desiderati. Alla fine di questo processo di discernimento, sono state identificate 5 priorità (“sogni”), definite in 25 linee guida (percorsi da intraprendere) e 120 impegni (azioni specifiche e misurabili che permettano di ottenere risultati concreti).

Dopodiché, si è passati alla fase “regina” del capitolo: discernere (tramite preghiera personale e discussione in gruppi) quali confratelli abbiano le caratteristiche spirituali e umane idonee per guidare l’Istituto e aiutare i circa 1500 confratelli sparsi nel mondo ad implementare nei vari luoghi dove vivono e operano le decisioni prese dal Capitolo per il bene della missione (cioè del popolo di Dio che ci troviamo a servire in 37 paesi su quattro continenti). Dalle votazioni segrete tenute nella Sala Capitolare è risultato che, per la prima volta in più di cinquant’anni, il Superiore Generale è stato rieletto, ed è stato rieletto anche uno dei Consiglieri uscenti (l’unico Fratello del gruppo). Uno dei tre nuovi Consiglieri eletti è il confratello che svolgeva il ruolo di superiore del gruppo di comboniani che opera qui in Asia (p. David, portoghese) tra l’altro anche membro della mia comunità qui a Manila.

A Roma, mentre si svolgevano le votazioni e il nome di David era tra quelli che apparivano più di frequente (fino a raggiungere e superare la percentuale richiesta per essere eletto), in cuor mio mi compiacevo che le sue doti di leader e animatore fossero state riconosciute ed apprezzate (sono convinto che svolgerà con coscienza e impegno il compito importante che gli è stato affidato!). Ora che David si è definitivamente trasferito a Roma (dopo essere tornato qui a Manila nel mese di luglio per sistemare le cose più urgenti e preparare il passaggio di consegne al nuovo superiore dell’Asia) comincio a pensare che, forse, sarebbe stato meglio se non lo avessimo votato membro del Consiglio Generale: la sua personalità entusiasta e il suo forte spirito missionario ci mancheranno e non sarà semplice svolgere con lo stesso suo zelo i vari servizi che lui portava avanti come membro della comunità (per es. l’attenzione ai poveri e il coordinamento delle attività pastorali nella nostra cappella).

D’altra parte, se crediamo che lo Spirito Santo lo ha chiamato a svolgere il suo servizio missionario in un altro luogo, dobbiamo anche essere certi che darà a noi che siamo rimasti le capacità necessarie per portare avanti il lavoro che lui faceva così bene.

Come dicevo in apertura, ogni inizio richiede dinamicità impegno: la partenza di questo confratello è per noi una preziosa occasione per rinnovare la nostra buona volontà e spirito missionario e fronteggiare con fede e spirito d’iniziativa le sfide che siamo chiamati ad affrontare. E per voi, il nuovo anno sociale/pastorale che comincia che occasioni offre?

Fabio Patt, missionario comboniano a Manila (Filippine)
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