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“Fate tutto per amore, nulla per forza”: l’esperienza concreta dell’oratorio

Prima di iniziare questo articolo, un po’ di storia: il 31 gennaio 1888, don Bosco, dopo una vita intensa di lavoro e preghiera, si spegne nella sua cameretta di Valdocco all’età di 72 anni. 

«E adesso? Che ne sarà dei salesiani?» si sarà chiesto qualcuno tra le centinaia di migliaia di persone che hanno partecipato al suo funerale… In realtà il santo di Torino aveva pensato già da tempo al futuro della sua congregazione, anzi, aveva addirittura già designato un “erede”: don Michele Rua, un santo prete anche lui, a cui don Bosco in passato aveva fatto un po’ da papà. Dopo don Rua si sono succeduti altri nove sacerdoti alla guida della famiglia salesiana, fino a don Ángel Fernández Artime, attuale Rettor Maggiore, nonché decimo successore di don Bosco.

Ebbene, è tradizione che ogni anno il Rettor Maggiore scriva una strenna, un “motto”, per guidare, ispirare e impegnare la Congregazione e tutta la Famiglia salesiana, verso i bisogni dei giovani e della società di oggi. Quella di quest’anno è: «Fate tutto per amore, nulla per forza». Si potrebbe dire molto su queste parole, ma per chi desiderasse approfondire consiglio di fare un salto nel sito dei salesiani.

Dal canto mio vorrei solo testimoniare come, da quest’autunno ad oggi, ho potuto vedere queste parole messe in pratica proprio nel nostro in oratorio. Certo, si può e si poteva certamente fare meglio, però credo che l’allegria e lo spirito di famiglia che abbiamo potuto respirare durante le varie feste e celebrazioni vissute insieme nascano proprio dal cuore di collaboratori che hanno scelto di fare tutto per amore, nulla per forza.

Pensate al rosario che ogni giovedì abbiamo recitato in oratorio davanti alla grotta della Madonna a SMAT (ossia, Santa Maria Assunta in Turro)! È vero che a causa del Covid eravamo un po’ “in astinenza” da attività di questo tipo, ma quanto è stato bello?! E poi, quante facce giovani che si sono viste! La stessa cosa potrebbe dirsi della serata di martedì 31 maggio, in cui abbiamo concluso il mese mariano letteralmente col botto, visti i fuochi d’artificio! 

Andando un po’ più indietro nel tempo potrei ricordare la giornata dell’Amicizia vissuta a SDS (cioè San Domenico Savio) durante il Giovedì Santo, con giochi e tornei per i più piccoli, curati dai nostri adolescenti ed educatori, e conclusasi con le Confessioni e la Messa in Coena Domini. Oppure il Carnevale, a tema “Supereroi” con tanto di sfilata tra SMAT ed SDS per le strade del nostro quartiere. O ancora, la festa di don Bosco e quella per l’Immacolata con la Messa, e le attività per i più piccoli. Oppure la Castagnata vissuta a SDS con tanto di tombolata finale.

Come non accennare poi, oltre a queste attività più ludico-ricreative, che forse molti ricordano, anche ai più importanti momenti formativi per i nostri ragazzi, che, oltre agli incontri settimanali svolti alternativamente nei cortili di SMAT ed SDS, hanno visto anche l’organizzazione di giornate sulla neve per gli Adolescenti, una visita al Duomo di Milano e una al Sacro monte di Varese con i ragazzi delle medie, nonché altrettante attività e giornate di ritiro per i bambini del catechismo in vista della prima Comunione o della Cresima.

Potrei poi ricordare anche le celebrazioni curate dal gruppo chierichetti, le Messe animate dal coro dei più piccoli, gli spettacoli teatrali, ecc. ma mi fermo qui.

Questa non vuole essere nulla di più che una carrellata veloce, ma spero che possa veramente dare l’idea del tanto bene dato e ricevuto. Per tutto questo c’è sicuramente da ringraziare il Signore, ma anche la buona volontà dei tanti collaboratori che hanno scelto di dare una mano per annunciare il Vangelo ai più piccoli, riuscendo forse a rendere la nostra Comunità un po’ più affascinante, proprio perché in essa si trovano ancora persone che sull’esempio di Gesù e sulle orme di don Bosco sanno fare tutto per amore, nulla per forza!

Emanuele Lietti
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