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Gli interventi Caritas in Ucraina, nei Paesi di confine, in Italia

Condividiamo le informazioni riportate sul sito di Caritas Ambrosiana circa l’emergenza a seguito della guerra in Ucraina.


Si intensificano, in Ucraina e nei paesi di confine, gli sforzi della rete internazionale Caritas a favore delle vittime della guerra. Caritas Ambrosiana, tramite Caritas Italiana e in virtù di contatti diretti, si tiene aggiornata su questo lavoro, che ha cominciato a supportare tramite l’invio di denaro. A Milano e in diocesi, oltre a confermare la raccolta fondi finalizzata a sostenere gli interventi all’estero, che ha già fruttato 500 mila euro, Caritas Ambrosiana continua a raccogliere disponibilità all’accoglienza e a monitorare gli arrivi di profughi attraverso canali autonomi e informali.

L’azione in Ucraina e nei paesi di confine

L’esodo degli ucraini si è ingigantito; se nei primi giorni a cercare la fuga erano soprattutto appartenenti al ceto medio, oggi a volersene andare (a costo di mettersi in marcia a piedi) sono anche persone povere e vulnerabili. Per loro Caritas Ucraina (espressione della Chiesa greco-cattolica di rito bizantino) ha intensificato la distribuzione di aiuti materiali e ha rafforzato il supporto psicologico – bisogno che sta emergendo prepotente – tramite la capillare rete di centri di servizio e case-famiglia di cui dispone nel territorio. Si occupa inoltre di assistenza agli sfollati in attesa ai confini (la sosta alle frontiere per l’uscita dal paese può richiedere giorni), mentre non ha interrotto l’assistenza domiciliare ad anziani e persone fragili rimasti nelle loro case. Anche Caritas Spes (espressione della Chiesa cattolica latina) è attiva lungo i confini; inoltre ha aggiunto ai suoi centri di servizio ordinari – soprattutto nella zona di Leopoli e Zakarpattia – 10 nuovi rifugi (tende riscaldate di emergenza), nei quali ospita, sfama e distribuisce ogni giorno aiuti materiali e medicinali a più di 2.500 sfollati interni, soprattutto madri con bambini. Per migliaia di sfollati lavorano anche 14 cucine, in varie località.

Caritas Polonia si sta occupando, in accordo con le autorità pubbliche, dell’enorme numero di profughi riversatisi nel paese. Ha allestito (a Przemysl, Zosin, Hrebenne, Lubaczow e Dorohusk) 5 “tende della speranza”, strutture nelle quali migliaia di persone che hanno appena varcato il confine si riposano, si rifocillano e, se necessario, ricevono denaro e schede telefoniche, oltre ad altri aiuti materiali e a supporto psicologico. Inoltre, nelle diocesi di Przemysl e Sandomierz ha aperto rifugi, in ciascuno dei quali trovano accoglienza 100-120 persone. Mentre sta elaborando un Appello di emergenza per i prossimi mesi, si sta occupando anche dei numerosi minori espatriati provenienti dagli orfanotrofi ucraini; per ora ha coordinato l’assistenza dei primi 300, molti dei quali disabili.

Caritas Romania ha aperto un centro di assistenza a Siret, principale varco di confine con l’Ucraina, e 4 rifugi (per almeno 200 persone) dove i profughi pernottano e trovano assistenza per periodi più o meno prolungati. Organizza inoltre il transito dei rifugiati verso stazioni ferroviarie, in modo da facilitare il loro viaggio. Questo servizio è operativo soprattutto per i tanti rifugiati da paesi terzi (in particolare Marocco e India) in fuga dall’Ucraina, dove lavoravano, e che a Bucarest vengono messi in contatto con le autorità dei rispettivi paesi per organizzare i rientri.

Attività analoghe vengono condotte anche dalle Caritas di Moldova, Slovacchia e Ungheria.

L’attività in diocesi di Milano

Caritas Ambrosiana conferma e rafforza la raccolta fondi, avviata sin da giovedì 24 febbraio, finalizzata a supportare lo spiegamento di energie e interventi della rete internazionale Caritas in Ucraina e nei paesi di confine. In questa fase dell’emergenza, le donazioni in denaro sono lo strumento principale (il più sicuro, rapido ed efficiente, garantito dall’affidabilità di una rete sociale e umanitaria collaudata nel tempo e potenziata nella fase di emergenza da esperti internazionali) per sostenere l’imponente sforzo umanitario a favore delle vittime della guerra.

In accordo con la Conferenza episcopale italiana e con Caritas Italiana, Caritas Ambrosiana continua a sconsigliare di effettuare raccolte di generi alimentari, medicinali, indumenti e altri materiali, poiché al momento non è possibile, o comunque è difficile, assicurarne il trasporto e garantire corrette ed eque distribuzioni; inoltre, i costi di trasporto e le procedure doganali rischiano di rendere inefficace questo tipo di sostegno. Per di più, lungo i confini ucraini sono attive reti criminali che possono tentare di infiltrare i convogli umanitari. Analoghe considerazioni, di sicurezza e logistiche, sconsigliano in questa fase l’invio di volontari.

Sul versante dell’accoglienza dei profughi, l’Area Stranieri di Caritas Ambrosiana sta raccogliendo e censendo le disponibilità di alloggi nell’intera diocesi di Milano per promuovere una rete di accoglienze diffuse. La volontà d’aiuto manifestata dal territorio sino a ieri (giovedì 3 marzo, ndr) ammontava a 304 disponibilità: si sono rivolte a Caritas 278 famiglie (119 da Milano, il resto dalle altre 6 zone pastorali della diocesi), dicendo di poter ospitare profughi in casa propria o di poter mettere a loro disposizione alloggi vuoti, e hanno avanzato offerta di spazi anche 13 parrocchie e 13 tra associazioni e Comuni.

Lo Sportello Accoglienza Immigrati di Caritas Ambrosiana ha sinora raccolto 84 richieste di consulenza e accoglienza, che riguardano complessivamente 186 persone (tra cui 82 minori con accompagnatori) arrivate in Italia in maniera autonoma e insediatesi nel territorio della diocesi, presso parenti o conoscenti. Tali segnalazioni giungono prevalentemente da cittadini italiani, ma anche da ucraini già in Italia per lavoro, Centri d’ascolto e sacerdoti. Il Sai fornisce supporto e orientamento legale, dando come indicazione prioritaria di segnalare la presenza dei nuovi arrivati al Consolato ucraino, come richiesto dal Comune di Milano, o, negli altri territori, agli Uffici immigrazione delle Questure e ai Comuni.


Come donare il proprio contributo

Nel tempo di Quaresima le iniziative di carità parrocchiali saranno indirizzate a sostenere anche la situazione di emergenza in Ucraina insieme a Caritas Ambrosiana. È possibile fare una donazione online direttamente su questo sito, utilizzando il modulo seguente, oppure un bonifico bancario all’IBAN:

IT60E0306909606100000119635
intestato a: Parrocchia Santa Maria Assunta in Turro
Causale: QUARESIMA UCRAINA

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