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Inno natalizio alla carità

Il Natale è ormai alle porte e ci apprestiamo a celebrare con gioia la nascita di Gesù, il Salvatore!

Oltre a partecipare alla Messa di Mezzanotte o a quella del Giorno per prendere parte al Banchetto Eucaristico come membri della famiglia di Dio, ogni famiglia si raduna nella propria casa, la sera del 24 dicembre o il giorno stesso di Natale, per festeggiare insieme la venuta di Gesù con la cena della vigilia o il pranzo di Natale. Nei giorni seguenti, poi, ci s’incontra ancora con parenti e amici per un brindisi o un pasto, sempre per festeggiare Gesù che è nato, il Dio-con-noi. Questo evento, la nascita di Cristo, è così speciale che non è possibile accontentarsi di celebrarlo una volta sola – con pochi parenti stretti – ma, giustamente, vogliamo essere sicuri di condividerlo con più persone possibile. In questo senso, quindi, anche se non ce ne rendiamo conto, la nascita di Gesù ci rende tutti missionari. Come mai?

L’evangelista Giovanni ci dice che è per amore di ciascuno di noi che Dio ha deciso di diventare uomo:

Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna

Gv 3, 16

Dio stesso si è fatto missionario presso di noi e l’Amore che ci ha condiviso è presente nel profondo del cuore di ogni battezzat@ in modo così grande che ci sentiamo inconsciamente spinti – direi quasi obbligati – ad aprirci agli altri per comunicare la Buona Novella della Sua nascita. Possiamo quindi dire che il desiderio spontaneo di festeggiare il Natale non è altro che l’espressione visibile della necessità interiore di condividere con altre persone la gioia che l’Amore di Dio ci mette nel cuore.

Allora, quando celebriamo il Natale con un bel pranzo o scambiandoci dei regali, non dimentichiamoci che ciò che più conta è l’Amore che Dio ci ha manifestato con la nascita di suo figlio Gesù e che Gesù stesso ci ha chiesto di praticare nei confronti del nostro prossimo:

Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato

Gv 13, 34

Per aiutarci a ricordare che, soprattutto a Natale, l’amore deve avere il primo posto nella nostra vita, può essere utile una rilettura in chiave natalizia del famoso Inno alla Carità (1 Cor 13):

Se decoro perfettamente la casa con fiocchi colorati,
serie di luci scintillanti e palle rilucenti,
ma non dimostro amore,
sono solo un decoratore.

Se mi faccio in quattro in cucina,
sfornando dozzine di biscotti natalizi,
preparando pasti da buongustaio e
organizzando una tavola splendidamente decorata,
ma non dimostro amore,
sono solo un cuoco.

Se faccio volontariato nella mensa dei poveri,
canto nella casa di cura per anziani e 
do tutto ciò che ho in beneficenza,
ma non dimostro amore,
non mi giova a nulla.

Se addobbo l’abete con angeli scintillanti e
fiocchi di neve fatti all’uncinetto,
partecipo a una miriade di feste e 
canto nel coro al concerto di Natale,
ma non mi concentro su Cristo,
non ho colto l’essenziale.

L’amore lascia stare il cucinare per abbracciare un bambino.

L’amore mette da parte il decorare per baciare una persona amata.

L’amore è gentile, anche se affrettato e stanco.

L’amore non invidia chi ha coordinato alla perfezione
il servizio da tavola con la tovaglia di Natale.

L’amore non urla ai ragazzi di togliersi di mezzo,
ma è grato che siano lì a fare una festosa confusione.

L’amore non dà solo a coloro che sono in grado di ricambiare,
ma gioisce nel dare a chi non può restituire.

L’amore sopporta tutto,
crede tutto,
spera tutto,
tollera ogni cosa.

L’amore non sbaglia mai.

I videogiochi si romperanno,
le collane di perle andranno perse,
le mazze da golf si arrugginiranno,
ma il dono dell’amore durerà.

Tanti auguri per un Natale pieno di Amore missionario, che si rende visibile in tutto ciò che facciamo!

Fabio Patt, missionario comboniano a Manila (Filippine)

Photo by Kostiantyn Li on Unsplash