Categorie
Condividere X Unire

Imparare cosa vuol dire “comunità”: lettera di fr. Raffaele Ogliari a Turro

Fratel Raffaele Ogliari, nativo della nostra parrocchia e membro della Comunità monastica di Bose, riceverà il sacramento dell’Ordine diventando Diacono il 22 dicembre 2021. Qui di seguito una lettera aperta alla nostra parrocchia

Cari amici, è con non poca emozione che mi rivolgo a voi… vi scrivo da lontano… lontano nel tempo perché sono molti anni che ho lasciato Turro, e certamente non conosco molti di voi lettori e lettrici, e vi scrivo da lontano perché ormai da quindici anni vivo nelle Puglie, ma sono nato a Turro, ultimo figlio di Angelo il sacrestano.

Sappiate che il motivo principale di questa lettera, chiestami dal parroco, è esprimere a voi dal più profondo del cuore la mia gratitudine. Gratitudine perché se ripenso agli anni della mia giovinezza passata a Turro e in parrocchia, devo ammettere che sono stati anni molto felici. Anni in cui ho imparato cosa sia una comunità – perché questo è una parrocchia – una comunità capace di far crescere, e una comunità variegatamente cristiana. Le persone da ringraziare sarebbero davvero molte, e molte purtroppo ci hanno anche già lasciato, ma in un certo senso pur nelle loro specificità e peculiarità si aveva l’impressione di far tutti parte di qualche cosa, di remare, ciascuno come poteva, tutti nella stessa direzione. Gli esempi e le modalità erano molto varie, come anche le età… c’era chi ti faceva giocare, chi ti portava in campeggio, chi ti insegnava a tenere un martello, a comporre un cartellone su un tirabozze, a far ridere tutti da un palcoscenico. Poi naturalmente, e questo l’ho “pagato” a mie spese, c’era anche chi ti insegnava a pregare, ti aiutava a leggere le Scritture e chi ti mostrava che il mondo era più grande del tuo quartiere, ed era pieno di persone che magari avevano anche bisogno di te… Così seguendo le proposte della pastorale giovanile, ho conosciuto una possibilità di vita, la vita monastica, che mi ha subito conquistato, e poco tempo dopo, mi son trovato a vivere a Bose in Piemonte, per tornare solo saltuariamente, finché i miei genitori han continuato a vivere nel quartiere.

La mia nuova comunità mi ha fatto fare molte altre esperienze, mi ha insegnato dei lavori, mi ha fatto studiare all’estero, e ora mi chiede di diventare diacono e poi presbitero, per poter venire incontro alle esigenze della vita comune e degli ospiti che accogliamo. Ho accettato questa imprevista proposta perché fondamentalmente il monachesimo è un dire sempre no a se stessi e si agli altri, ma lo ho potuto fare perché questo spirito di disponibilità in fondo me lo avete insegnato voi. Quindi grazie, ma grazie anche a tutti coloro che sono venuti dopo e che continuano a vivere a Turro, coltivando gli stessi ideali e la stessa sequela del Cristo Signore. Grazie, perché non potete minimamente immaginare i frutti che il Signore farà crescere a partire dalla vostra quotidiana disponibilità e coerenza. 

Umilmente quindi vi chiedo di ricordarvi di me con una preghiera il 22 dicembre, affinché il Signore mi renda capace, attraverso lo Spirito Santo, di essere sempre di più un servo della sua Parola, dei fratelli e delle sorelle. 

Vi abbraccio nel Cristo Veniente

vostro, fr. Raffaele Ogliari

Ostuni, 7 dicembre 2021
S. Ambrogio di Milano,
padre della Chiesa e pastore