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Il silenzio del deserto: la testimonianza di Padre Gigi Maccalli

Due gli anni trascorsi da padre Gigi Maccalli nel silenzio del deserto ostile. Un tempo lunghissimo, scandito dalle cinque preghiere giornaliere recitate quotidianamente dagli jihadisti che la notte del 17 settembre 2018 lo hanno rapito dalla piccola missione in Niger, non lontana dal confine col Burkina Faso, in cui svolgeva la sua opera di testimonianza evangelica con la Società delle Missioni Africane (SMA). Quella notte, apparentemente una come tante altre dei dieci anni trascorsi in quella regione del continente Africa, ha avuto inizio “un’esperienza improvvisa e inaspettata”, fatta di privazioni, senso di abbandono, umiliazione, prigionia e silenzio. 

Il grande silenzio dell’immenso deserto di roccia e sabbia, il nulla attorno se non la catena che imprigiona e i propri carcerieri. Nella testimonianza che la nostra comunità ha avuto la grazia di ascoltare, sabato 11 dicembre 2021, padre Gigi si è molto soffermato su questo silenzio ambientale, ma che si riflette anche nell’animo. Un silenzio che svuota e che lascia spazio da riempire, con domande, con abbandono e sconforto, che insieme convergono ad un “Perché? Perché mi hai abbondato? Qual è il senso?”.

Ma oltre alle domande, al grande combattimento interiore con Dio, come Giobbe, alla ricerca di un senso da dare al male, alla sofferenza, alla violenza, questo silenzio, confortato dalla preghiera, dava spazio alla meditazione e ad una condivisione della propria sofferenza con quella degli altri. Le catene fisiche che bloccavano i “piedi del missionario”, quei piedi che scandiscono i passi verso l’altro bisognoso, non potevano fermare, invece, quella catena d’amore che la preghiera nella sofferenza per i sofferenti stava aiutando a costruire. Un silenzio che, svuotando e facendo spazio, dava e dà tuttora luogo, a parole nuove, a parole di vita vera, nate e ispirate dall’amore di Dio. 

Due anni di privazioni di relazioni vere con chi ci è più caro, senza sapere nulla del mondo, senza che il mondo sappia più nulla di sé stessi, in cui alla vita si dà una brusca frenata e che mettono in dubbio il senso della vita stessa. Quella che ci ha raccontato padre Gigi è una storia che sconvolge, impossibile da raccontare in queste poche righe, ma che ci ha lasciato un segno tangibile della forza della preghiera semplice, sincera, che nasce dal cuore di chi si dona per amore.

Giuseppe Arcidiacono