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Avvento: sintonizzarsi col messaggio d’amore di Dio

Una caratteristica del Rito Ambrosiano che ho sempre apprezzato è il fatto di avere un tempo di Avvento due settimane più lungo rispetto a quello del Rito Romano. Così, mentre qui a Manila (e nel resto del mondo) cominciamo il periodo di preparazione al Natale, voi siete ormai arrivati a metà del cammino! Nonostante la differenza temporale, sia per noi sia per voi questo è un momento opportuno per chiedersi: come mi sto preparando al Natale?

Una delle figure che la liturgia dell’Avvento propone alla nostra attenzione è quella di Giovanni il Battista, colui che (insieme alla Vergine Maria) meglio ci aiuta a predisporre il nostro cuore ad accogliere la Buona Novella: Gesù stesso, il Salvatore che deve nascere. L’evangelista Luca (Lc 3, 18) ci dice che Giovanni annunciava al popolo la buona novella con molte esortazioni; mentre nel suo racconto Matteo specifica che la prima di queste è “convertitevi” (Mt 3, 2). Cosa c’entra la conversione con il Natale? Convertirsi significa cambiare. La gente al tempo di Gesù aveva bisogno di cambiare la propria idea di Messia: non un condottiero che sconfigge gli oppressori con la forza delle armi, ma un Salvatore che conquista il nemico con il potere disarmante del perdono e dell’Amore.

Oggi abbiamo bisogno di capire che il modello di vita che il mondo ci propone – del successo, dell’avere e del potere – non è in sintonia con il messaggio d’Amore che Gesù ci porta: per essere pronti al Natale, quindi, dobbiamo cambiare direzione di marcia e cominciare, di nuovo, ancora una volta, a camminare sulla strada della solidarietà, della giustizia e della sobrietà; la strada che il Battista indica a chi gli chiede “Che cosa dobbiamo fare?” (Lc 3, 10). Per rispondere a questa chiamata alla conversione, cioè preparare il proprio cuore a vivere la vita nuova che Gesù viene a portarci, possiamo cominciare col praticare dei piccoli gesti di condivisione. Non ci sarà difficile scoprire che gesti impiegare se invece di pensare solo a “me” e ai “miei bisogni” proviamo a mettere al primo posto gli altri: il vicino di casa che ha perso il lavoro, l’anziano che vive solo nella casa di fronte, il collega di lavoro che ha difficoltà di relazione in famiglia, il compagno di classe che non è molto bravo in qualche materia… A ciascuno la sfida di sbizzarrire la propria fantasia e trovare come meglio allenarsi alla conversione della mente e del cuore!

Ma c’è di più. Come tutti sappiamo, il tempo di preparazione al Natale è un periodo caratterizzato dalla felicità e dalla gioia. Da questo punto di vista le Filippine sono il Paese che nel mondo ha il periodo di Avvento più lungo in assoluto: per allietare gli animi, già dai primi di settembre le canzoni natalizie cominciano a essere trasmesse alla radio; mentre negozi e centri commerciali assumono un “look” natalizio che mette allegria (e, soprattutto, incoraggia la gente a pensare agli acquisti da fare…). A prima vista sembrerebbe impossibile che la gioia, un sentimento di grande pace e soddisfazione interiore sia collegato alla conversione, cioè a un’azione che implica fare l’opposto di quello che, con poco sforzo, sembrerebbe assicurare tranquillità e pace. Il Battista ci invita a cambiare modo di pensare e praticare gesti concreti di vita “controcorrente” alla mentalità comune non per sentirci più bravi o migliori degli altri, ma per farci capire che la ragione profonda della nostra gioia è proprio il Natale – il Signore che si rende presente in mezzo a noi! Per il cristiano la nostra gioia non nasce dal fatto che le cose vanno bene: un cristiano è nella gioia perché sa che Dio è nostro Padre e che ci vuole bene! Il Natale è il segno indiscutibile di questo Amore: Dio manda in mezzo a noi ciò che Lui ha di più caro – il suo proprio Figlio Gesù. Ecco allora che si capisce meglio anche la relazione tra gioia e conversione. La conversione è lieto annuncio in quanto ci fa sperimentare che anche nella prova è possibile essere sereni perché la vera gioia non sta nella ricchezza, nella fama o nel potere, ma nella consapevolezza di essere amati da Dio e di essere suoi figli!

Coraggio, allora, continuiamo (o cominciamo) il cammino d’Avvento con l’impegno e la gioia di prepararci alla venuta del Signore: a Natale il Salvatore nasce nei nostri cuori per ricordarci che Egli è sempre in mezzo a noi! 

Buon cammino di conversione a tutti e tanti auguri per una gioiosa celebrazione del Natale!

Fratel Fabio Patt, missionario comboniano a Manila (Filippine)

Photo by Nick Fewings on Unsplash