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Noi siamo missione

Il mese di ottobre è sempre “affollato” da molte iniziative, visto che tutte le parrocchie riprendono le attività pastorali che erano state sospese per la pausa estiva. In particolare a Turro, a ottobre ci sono state anche le Prime Comunioni e le Cresime. 

È normale che nel mezzo di tutto questo “trambusto” si rischi di dimenticare che ottobre è anche il Mese Missionario: comincia con il ricordo liturgico di Santa Teresa del Bambino Gesù, patrona delle Missioni, e alla penultima domenica del mese, le comunità cristiane di tutto il mondo celebrano la Giornata Missionaria Mondiale. In più, noi Missionari Comboniani celebriamo l’anniversario della Nascita al Cielo del nostro fondatore, San Daniele Comboni, morto a Khartoum (Sudan) il 10 ottobre 1881.

San Daniele Comboni

Ma perché c’è bisogno di Missione? È ancora necessario annunciare il nome di Gesù a tutti?

Sì, perché Dio chiama tutti a essere parte della sua famiglia! Nella Bibbia leggiamo come Dio ha tenacemente voluto radunare a sé un popolo che lo ami, lo onori e rimanga con Lui per sempre. Dio è amore e l’amore non può essere espresso che in termini di reciprocità. Dio è sempre esistito come relazione di amore in se stesso, uno scambio di amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito santo. Una relazione così particolare (la Trinità) che, per facilitare la nostra comprensione, Dio si è fatto conoscere proprio con termini di famiglia: Padre, Figlio, Spirito. L’amore che Dio ha è così grande che a Lui è piaciuto di condividerlo con noi, chiamandoci a essere sua famiglia affinché tutti potessero prendere parte in quest’amore ed estenderlo a loro volta. Anche se l’invito è per tutti, la Bibbia ci dice che credere in Gesù ed essere battezzati sono le condizioni necessarie per diventare membri della famiglia di Dio: “Tutti voi siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù” (Gal 3, 26); “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo” (Mt 28, 19). È per questo motivo che la Chiesa e i cristiani continuano ad annunciare a tutti il Vangelo di Gesù: affinché tutti abbiano la possibilità di entrare a far parte della Famiglia di Dio e goderne i benefici (serenità e pienezza di vita su questa terra e partecipazione, per tutta l’eternità, nella vita stessa della Trinità!).

Tutti sono chiamati a essere missionari, ma non per questo è necessario che tutti lascino i propri cari per andare in paesi lontani, in mezzo ai non cristiani. Innanzitutto, si può essere missionari “da casa propria”, informandosi ed interessandosi all’attività missionaria della Chiesa: di ciò che viene fatto sia a livello “ufficiale”, sia dai missionari che hanno lasciato il loro paese di origine per andare a testimoniare Cristo in altre nazioni e continenti (tanto per cominciare, perché non leggere e meditare il messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale 2021?).

In secondo luogo, la preghiera in supporto a tutte queste attività (sia ufficiali sia particolari) è senza dubbio un grande aiuto per tutti i missionari “sul campo” e può essere praticata da ciascuno, dovunque e senza possibilità di scuse.

Se poi si vuole fare qualcosa ancora più pratico e concreto, le occasioni per essere missionari non mancano di certo, né a scuola né sul posto di lavoro. Nella società multietnica, multirazziale, multiculturale, pluri-religiosa e post-cristiana del giorno d’oggi, la testimonianza personale ha di sicuro un grande valore: ad esempio professando apertamente la propria fede anche in quegli ambienti e in quelle situazioni in cui saremmo tentati di non manifestare la nostra appartenenza alla Famiglia di Dio.

Da ultimo, tutti possono esercitarsi a leggere negli avvenimenti di ogni giorno i piccoli segni che Dio dà per aiutare ciascuno a capire come meglio impiegare la sua vita. Di solito, la vocazione non è una chiamata subito chiara, ma una sensazione di possibilità: se un/una giovane si sente chiamat@ a condividere con altri l’amore ricevuto da Dio e diventare missionari@ (laic@ o religios@ che sia) perché non provare? E gli adulti, da parte loro, possono favorire il discernimento di figli, nipoti e conoscenti pregando per loro e non scoraggiando una scelta impegnativa come quella di diventare missionari@!

L’Amore di Dio e la fede in Gesù sono i doni più preziosi che abbiamo ricevuto. Condividiamoli con chi ancora non ne ha fatta esperienza e ci sentiremo ancora più felici!

Buon Annuncio e buona Missione a tutti.

Fabio Patt, missionario comboniano a Manila (Filippine)
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