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Da Manila a Turro, la vacanza di un missionario

Il saluto alla comunità di Fabio Patt, il “nostro” missionario nelle Filippine che torna in Italia per un breve periodo

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Dopo 13 mesi di confini praticamente chiusi e voli aerei quasi inesistenti, verso la fine di aprile il governo delle Filippine ha deciso di permettere ad alcune categorie di stranieri con regolare permesso di soggiorno (fra cui soggetti sposati con filippini, uomini d’affari e missionari) di lasciare il Paese per un periodo e poi  rientrare (nei mesi precedenti, invece, si poteva uscire solo per motivi di “rimpatrio”, senza possibilità di ritorno).

Avendo “saltato” le vacanze l’estate scorsa e complice il fatto che la situazione in Italia era in netto miglioramento, non mi sono certo lasciato sfuggire l’occasione: dopo un paio di settimane con il fiato in sospeso mentre l’agenzia di viaggio cercava un volo disponibile, e una dose finale di suspense in attesa del risultato del tampone da fare entro 48 ore dal decollo, la notte del 15 giugno ho lasciato Manila e alle 14 del giorno seguente sono atterrato a Malpensa per cominciare due mesi di sospirate vacanze.

Purtroppo, le attuali norme di prevenzione anti-Covid richiedono che i primi dieci di questi preziosi 60 giorni (il biglietto di rientro a Manila è per il 15 agosto) io li debba passare in quarantena fiduciaria. È una misura cautelare giusta e comprensibile e di positivo c’è il fatto che sono a casa mia e posso godere la compagnia di mia mamma: quando rientrerò a Manila, invece, dall’aeroporto mi trasferiranno immediatamente in una struttura di isolamento debitamente approvata, un hotel che abbiamo dovuto prenotare, a carico nostro, già prima della partenza!

Nonostante la “burocrazia” aggiuntiva necessaria per viaggiare, è bello essere di nuovo in Italia per godere di qualche settimana in famiglia e avere la possibilità di rivedere amici e conoscenti. A questo proposito, spero proprio che il tampone di “fine quarantena” risulti negativo, così da poter cominciare a muovermi di casa non appena ricevo il risultato (come mi ha comunicato l’incaricato dell’Ats-Milano che mi ha telefonato l’altro giorno).

Non vedo l’ora di uscire di casa anche per un altro motivo: tutti quelli con cui ho parlato dicono che fa caldo, ma per il momento io non ho ancora sudato! Non so se questo è dovuto al fatto che stando in casa con le persiane chiuse, la temperatura rimane più fresca oppure perché, venendo da un posto dove la temperatura minima in “inverno” è di 23 gradi, il mio organismo si è abituato a sopportare un clima decisamente più caldo di questo. Per questo, voglio vedere se camminando per strada, magari al sole, il mio corpo capirà che alla fine di giugno non siamo più in primavera ma che ormai l’estate è cominciata!

Arrivederci presto per le vie di Turro!

Fabio Patt, fratello comboniano missionario a Manila (Filippine)
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