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Le pallottole uccidono più del Covid mentre Haiti aspetta i vaccini

Il carico s’è fermato sempre nel mare dei Caraibi, ma un migliaio di chilometri a sud-est di Haiti. Con le scatole di vaccino nell’atollo di Santa Lucia, giovedì, il progetto solidale Covax ha potuto tagliare il traguardo dei cento Paesi a reddito medio-basso raggiunti: 42 giorni dopo la prima consegna al Ghana. E, da allora, alla lista si sono aggiunte altre due nazioni, portando il totale a 102. Certo, alcune hanno ricevuto una quantità a malapena simbolica. Come ha sottolineato il direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) – uno dei promotori dell’iniziativa, insieme all’Ue e dell’alleanza Gavi –, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dei 700 milioni di farmaci somministrati, appena lo 0,2 per cento è andato al Sud del mondo.

Ad Haiti nemmeno quello. Immerso in una crisi politica e sociale ormai da tre anni, il governo di Jovenal Moïse ha presentato in ritardo i documenti richiesti, in base a quanto riferito da Gavi. E ha anche “dimenticato” di aderire al programma pilota che avrebbe consentito di velocizzare gli invii. Risultato: lo Stato più povero d’Occidente è uno dei 26 al mondo a non aver ancora iniziato le somministrazioni

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