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Arriva Pasqua: e io da che parte sto?

Carissimi, il tempo di Quaresima è passato veloce e la Pasqua è ormai alle porte. Abbiamo celebrato la domenica delle Palme, giorno in cui la folla presente a Gerusalemme inneggia all’arrivo di Gesù, pensando che sia lui il Messia tanto atteso!

Come sappiamo, però, pochi giorni dopo si lasceranno convincere dai potenti e famosi di turno per chiedere che questo “salvatore” che non corrisponde alla loro idea di “libertà” sia messo a morte.

In tutte le epoche, in tutti i luoghi e in tutte le culture Gesù è segno di contraddizione (Lc. 2,34) e causa di divisione: davanti al suo messaggio, al suo esempio, non si può rimanere indifferenti. Che la Settimana Santa che ci apprestiamo a vivere sia per ciascuno di noi un momento privilegiato di riflessione e preghiera per prendere ancor più coscienza di cosa significa essere cristiani nella società odierna e decidere come seguire ancor meglio l’esempio di Gesù nel nostro quotidiano.

Qui nelle Filippine la Settimana santa è tradizionalmente un periodo di festa, non solo perché per molte persone questi sono giorni di vacanza (scuole chiuse e lavoro ridotto, come accade in Italia durante la settimana di ferragosto) ma soprattutto perché sono giorni in cui tutti membri della famiglia si riuniscono insieme a celebrare, anche tornando al paese di origine, la Passione, Morte e Resurrezione del Signore: la lavanda dei piedi, le processioni con le statue dei santi, la partecipazione alla Via Crucis nelle vie del paese (o del quartiere), la venerazione della Croce e il bacio al Crocefisso, la gioiosa Veglia Pasquale seguita dalla cerimonia del “Salubong”. Questa, è un modo molto significativo di concludere la Veglia Pasquale e rappresenta l’incontro di Gesù appena Risorto con sua madre Maria: subito dopo la messa, due processioni partono da luoghi diversi della parrocchia con le statue in grandezza naturale del Risorto e di Maria e si dirigono a un luogo stabilito dove, a mezzanotte, se possibile uno o due bambini vestiti da angeli “scendono dal cielo” (appesi a funi calate da alte impalcature) a far da testimoni al gioioso incontro!

Purtroppo, almeno nella zona metropolitana di Manila e in altre aree dichiarate “zona rossa” queste celebrazioni non ci saranno. L’anno scorso la Settimana Santa e la Pasqua non si erano potute celebrare perché tutte le attività (e non solo quelle religiose) erano state sospese a causa della “quarantena stretta” imposta per l’arrivo del coronavirus (solo una persona per famiglia, munita di apposito “pass”, poteva uscire di casa per le spese essenziali). Quest’anno, ancora a causa della pandemia, le celebrazioni religiose si terranno, di nuovo, esclusivamente online. Infatti, le varianti del Covid sono “approdate” anche nell’arcipelago filippino e nelle ultime tre settimane i casi giornalieri di contagio sono più che triplicati (ieri il più alto numero mai registrato: 9.838 nuovi casi). Così, il governo (i “potenti e famosi” di turno) ha dichiarato che le chiese devono rimanere chiuse fino a dopo Pasqua per evitare che i contagi aumentino ancora di più. Senza tener conto del fatto che i ristoranti sono autorizzati a ospitare fino al 50% della capacità, mentre per centri commerciali e supermercati non ci sono limiti al numero di clienti presenti! Ancora una volta la “popolarità” che Gesù gode fra la gente comune fa paura a chi non vuole perdere prestigio politico o profitto economico (cfr. Gv. 11, 47-48). La domanda è quindi d’obbligo: io da che parte sto? (cfr Gv. 11, 45-46)

Coraggio, allora, e non stanchiamoci di cercare sempre la luce che ci viene da Colui che ha caricato su di sé le nostre mancanze e le nostre debolezze, per liberarci dalla paura della morte (sia fisica che spirituale) e farci intravvedere la gioia di una vita nuova, una vita che nessuno può toglierci perché, in Lui, già eterna e indistruttibile.

Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!

fratel Fabio Patt, missionario comboniano a Manila (Filippine)
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