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Nagai, il medico che trovò Dio sotto l’atomica

L’esperienza di un medico giapponese convertitosi al cristianesimo e sopravvissuto al bombardamento nucleare di Nagasaki, che può comunicare un messaggio di speranza in questi giorni difficili.

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Quando tre anni fa ho letto il libro “Pace su Nagasaki” di Paul Glynn mi sono accorta di avere incontrato un nuovo amico: Takashi Paolo Nagai, medico giapponese proveniente dalla tradizione scintoista, diventato materialista ateo nel corso degli studi e convertitosi al cristianesimo dopo che la sua ragione aperta si era talmente lasciata spostare dallo sguardo morente della madre da fargli cercare un senso alla vita e alla morte. Il suo successivo incontro con i cristiani e l’incredibile figura della moglie Midori lo hanno condotto a diventare, col battesimo, una creatura nuova.

Scienziato radiologo, si trova a Nagasaki quando vi muoiono 50.000 persone (tra cui la moglie) per la bomba atomica, ma nemmeno l’immane tragedia gli impedisce di cercare come Dio sappia trarre il bene anche dal male. Arriva a leggere il disastro nucleare come l’offerta di una terra di martiri per la fine della guerra. Ma soprattutto, attraverso una povertà di spirito eroicamente ricercata tornando ad abitare là dove la sua casa era stata distrutta, nella desolazione spettrale di Urakami, sperimenta di camminare nell’amicizia di Dio e diventa lui stesso annuncio di speranza per tutto il suo popolo. Malato, compie la sua vita nel dono totale di sé per la vera pace. Ben presto mi sono resa conto che Nagai era diventato per me compagno nella vita quotidiana: se nemmeno la bomba atomica aveva potuto far tacere le campane di Dio, come potevo prendermela per le difficoltà di ogni giorno? Per questo ho desiderato far conoscere a tutti questo nuovo amico e le due tradizioni da cui proveniva: quella scintoista e quella dei cristiani giapponesi che, evangelizzati da Francesco Saverio e da grandi gesuiti, hanno poi dato migliaia di santi e di martiri alla Chiesa e hanno conservato la fede per quasi 300 anni senza un sacerdote, battezzando ed educando i propri figli (rischio della vita) alla fede.

Così, con tre amici, nel 2019 ho vissuto la folle avventura di realizzare una mostra sulla vita di Nagai. Fatica ben ripagata da incredibili incontri e dai più di 15.000 visitatori al Meeting di Rimini la scorsa estate.

Poi la mostra è stata trasposta in una forma itinerante e stava girando le città Italiane. A Milano avrebbe dovuto essere inaugurata al Gonzaga dal nostro arcivescovo il 9 marzo 2020 ma la sopravvenuta pandemia e le norme di sicurezza antiCOVID hanno costretto ha rinviare l’esposizione.

Tuttavia molti incontri sono stati realizzati presentandola tramite le piattaforme online anche perché molti si erano resi conto che quell’uomo aveva qualcosa da dire anche a noi in questo tempo difficile. Infatti ci si domanda: ma che cosa ha reso possibile a lui di essere così certo del Bene da aiutare il suo popolo così terribilmente provato a ritrovare il desiderio di vivere e di ricostruire?

Allora ho pensato di proporre anche in parrocchia questa possibilità in queste serate di coprifuoco. Collegamento via zoom alle ore 21 di giovedì 3 dicembre, cliccando su questo link

Giovedì 3 Dicembre ore 21, via Zoom

https://us02web.zoom.us/j/3967746221?pwd=K3RFYWxVOW9qaDYvOEdYQUhFcWJYdz09
Meeting ID: 396 774 6221
Passcode: 230165

Segnalo che abbiamo realizzato un catalogo molto bello perché il nipote di Nagai, incontrato a Nagasaki e direttore del museo, è stato così colpito dal fatto che volessimo fare una mostra che ci ha prestato le foto originali della famiglia! Sarà acquistabile su richiesta in segreteria parrocchiale facendomene richiesta. Vi aspetto a conoscere Takashi Paolo Nagai!

Paola Marenco
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