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Luciano, mi viene ancora da sorridere

In ricordo di Luciano Negri, tra le tante persone che hanno servito in tutti questi anni la nostra comunità. Desideriamo custodire la memoria e non solo la nostalgia di tante persone che a Turro si sono spese per il bene della parrocchia e dell’oratorio, a sostegno del nostro spirito di comunità.

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Mentre ti scrivo queste parole penso al tuo sorriso, sempre stampato sulle labbra come il cioccolato sulle labbra del bimbo goloso. In fondo, un po’ bimbo eri anche tu: goloso di affetti, di interessi, di barzellette e di montagna… E allora mi viene ancora da sorridere.

Luciano, penso che tu sia stato l’unico “senior” della nostra parrocchia a cui ho sempre dato del tu. Non certo per mancanza di rispetto, semplicemente perché con “lucky Luciano” ci si sentiva sempre coetanei. Con te si poteva parlare di tutto, dalle stupidate alle grandi cime alpine, dalle grappe del rifugio Magnolini agli appuntamenti della commissione socio-politica della parrocchia, cui hai fatto parte con me in questi ultimi anni; i ritrovi eno-gastronomici della commissione
erano anche occasione per rivederci in santa pace insieme agli amici di cordata Fabio, Antonio, e don Giulio.

Ti ricordo anche durante l’ultima festa di Natale del tuo caseggiato di piazza Governo Provvisorio: cantavo nella corale e, quando nel finale abbiamo intonato “Signora delle cime”, ti sei unito a noi come il grande solista che entra in scena all’ultimo momento, tra gli applausi della piazza. Straordinario trascinatore.

Luciano Negri (dal suo profilo Facebook)

La passione per la fotografia ti ha reso poi unico e inimitabile fotografo della nostra comunità. Con i tuoi scatti hai valorizzato le feste più significative della nostra parrocchia e del nostro oratorio, oltre
alle feste di quartiere di cui eri anche organizzatore. L’esposizione in teatro delle tue “opere” era sempre motivo di assembramento (che brutta parola in questo periodo…) dei parrocchiani per riuscire a ritrovare il proprio volto e soprattutto per indovinare quello degli altri. Quanti bei ricordi! E quanto eravamo giovani e belli!

E poi c’era la montagna, il tuo grande amore; se ben ricordo, proprio in montagna hai conosciuto tua moglie Olga. Penso alla montagna e ti immagino in cammino su un sentiero con il signor Remo, che tu stesso qualche mese fa avevi magistralmente ricordato su questo sito, e a cui avevi dato appuntamento…

Ma poi, cos’è veramente successo Luciano? Te ne sei andato così all’improvviso, in una triste domenica di Ognissanti, l’ultima domenica prima del secondo lockdown. Senza un saluto, una chiamata, un messaggio su Facebook. Cosa ti ha messo tutta questa fretta? Non lo sapremo mai.

Però una cosa è certa: avevi tanta voglia di rivedere i tuoi cari amici di Turro, e quando meno te lo aspettavi il Signore ti ha accontentato.
Sei arrivato in vetta, caro Luciano: dall’alto potrai ammirare quanta strada hai fatto nella vita.

P.S. Una domenica di qualche anno fa, nel bar dell’oratorio, dopo aver letto un mio articolo su Condividere per Unire nel quale ricordavo il signor Spanò dopo la sua scomparsa, mi avevi detto: “Alberto, proprio un bell’articolo! Quando toccherà a me, ci devi pensare tu”. E mi viene ancora da sorridere…

Alberto Fumagalli
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