Categorie
Condividere X Unire

Laudato Si’ e sostenibilità: dalla cura del Creato alla nuova caldaia della casa parrocchiale di Turro

“La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare”.

Papa Francesco – §13 Laudato Si’

Proteggere la casa comune

Nell’enciclica sociale di cinque anni fa – non “ecologica”, “sociale”, perché “non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale” – il Santo Padre invita a “prendersi cura della casa comune”. E lo fa richiamando la responsabilità in capo a ognuno di noi di un “piano d’azione” in cui tutti senza eccezioni siamo parte, ciascuno con il proprio ruolo; siamo di fronte a una nuova prospettiva in cui il metodo e l’approccio possono fare la differenza.

In concreto: una nuova caldaia per la parrocchia

Calando tutto ciò nel nostro vissuto, la nuova caldaia della casa parrocchiale, l’uso efficiente delle risorse e l’utilizzo di energie rinnovabili in sostituzione di quelle fossili, rappresentano un segno forte in linea di continuità e coerenza con l’enciclica, il cui capitolo 6  (”Educazione e spiritualità ecologica”) insiste tra l’altro sulle categorie dell’etica e della cittadinanza ecologica (§ 210 e 211).

Anche nella realtà concreta della vita cristiana, che per noi è in primo luogo la parrocchia, dobbiamo comprendere la gravità delle questioni climatiche e la possibilità di porvi rimedio attraverso una trasformazione appunto dal basso che si nutre anche delle scelte concrete di ciascun credente sotto forma di “semplici gesti quotidiani (LS, §230)” e di uno stile distintivo di vita e di consumo. Anche in questo senso rileva la scelta della nuova caldaia, alimentata a metano e non più finalmente a gasolio.

La nuova caldaia a metano della casa parrocchiale, installata in queste ultime settimane

Il cambiamento ci chiama tutti

“E’ una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione” (LS, § 202) e “non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente” (LS, § 212). E’ importantissimo (decisivo) prendere coscienza che si può essere soggetti attivi per il cambiamento, qui e ora, tutti insieme (come ora la parrocchia) e ciascuno anche individualmente anche tramite la pratica della sobrietà, richiamata più volte nell’enciclica, in particolare al paragrafo 223 (“vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante”).

L’approccio all’”ecologia integrale” non è un inciso ma un tassello essenziale che contribuisce a ridefinire l’idea di progresso, inteso come sviluppo tecnologico ed economico che lasci un mondo migliore, altrimenti “non può considerarsi progresso” (LS, § 194), e promuovere uno sviluppo umano appunto integrale, a beneficio di tutti. Lo dice il Papa stesso: “Oggi l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani” (LS, § 141).

LA PANDEMIA E I PARADOSSI DELLA NOSTRA SOCIETA’

La pandemia sta rendendo questa necessità ancora più urgente: come scrive Lorenzo Bagnacani su Avvenire, “la pandemia che stiamo vivendo mette in discussione il nostro rapporto con la natura obbligandoci a nuove riflessioni in merito alla sfida globale della sostenibilità sulla quale, pur nella consapevolezza del ritardo, si riteneva di aver fissato il percorso e il perimetro d’azione. Questa pandemia ha reso maggiormente visibili i limiti e i paradossi della nostra società in cui tutto è interconnesso, le nostre sicurezze sono state infrante e il cambiamento ci interroga su come rinnovare e rinnovarci, posto che nulla sarà come prima”.

A maggior ragione dunque, “la conversione ecologica che si richiede per creare un dinamismo di cambiamento duraturo è anche una conversione comunitaria” (LS, § 219) e in questo senso ci è richiesto né più né meno di prendere il largo, credere e fare la nostra parte fino in fondo.

Ci torneremo, magari anche con la spinta degli “Animatori Laudato Si’” che esistono anche nella Parrocchia di Turro (Willy e Paolo).

Paolo Baroli
Condividi e unisci anche tu