Categorie
Condi-visioni

Coltivare i “nostri” giovani germogli

Il racconto delle Cresime 2020 nelle parole delle catechiste di quinta elementare

Condividi e unisci anche tu

Il 17 ottobre, con il sacramento della Confermazione, si è concluso il percorso di iniziazione cristiana per ventisei ragazzi della nostra comunità. Ringraziamo il Padre misericordioso che ci ha permesso di arrivare alla celebrazione del sacramento in questo tempo di emergenza sanitaria.

Sono stati tre anni intensi, impegnativi, pianificati secondo l’itinerario indicato dalla diocesi di Milano in tre (dei quattro) volumi/tappe: discepoli, amici, cristiani.

La stretta collaborazione tra le catechiste, sotto la guida scrupolosa e attenta di don Gioel, ha favorito un lavoro serio e preciso, con i ragazzi che hanno provato a rispondere alle proposte in modo puntuale e costante, sebbene il difficile periodo di lockdown abbia poi reso più complicate sia la comunicazione sia la collaborazione con loro e con le famiglie.

Sono molte le domande che in questo momento ci poniamo come catechiste: e adesso cosa faranno questi ragazzi? Il seme della fede che abbiamo cercato di gettare, su che terreno è caduto? Questa tappa sarà vissuta come una liberazione da un impegno settimanale in più?

Da chi saranno supportati i ragazzi che vorrebbero approfondire la conoscenza del Signore e comprenderne meglio la Parola?

Potranno trovare un valido riferimento nel gruppo preadolescenti, che proporrà loro un percorso adatto a vivere la fede e a renderla via via più matura e consapevole. Non sarà però un passaggio automatico: sarà invece una loro scelta consapevole, per camminare lungo la via cristiana con impegno e costanza. Perciò anche in questa fase di “crescita cristiana” sarebbe molto importante lo stimolo a continuare da parte delle famiglie. Dietro la costante frequenza e la disponibilità a ricevere il prezioso “seme”, c’è infatti sempre una famiglia presente che, pur tra mille impegni e difficoltà quotidiane, partecipa attivamente e accompagna i figli lungo il cammino d’iniziazione cristiana, ben consapevole di quanto Gesù sia il modello più importante nell’educazione dei figli, così come la dimensione della fede vissuta in comunità, soprattutto nella società attuale, ove prevalgono dirompenti l’egoismo, l’individualismo, la superficialità e il conformismo.

Senza dubbio, come comunità cristiana, dovremmo attivarci tutti per predisporre un terreno fertile sul quale “coltivare” i giovani germogli, curandoli e nutrendoli di quel Pane che li rende forti, fiduciosi e fedeli. Preghiamo perché questi ragazzi conservino il dono della Sapienza per poter leggere nella realtà i tanti segni della  presenza di Dio e per accogliere la Parola, comprenderla e custodirla come il vero tesoro. Il vicario episcopale, monsignor Carlo Azzimonti, li ha esortati con le “3 S”, i tre verbi dello Spirito Santo, che suggerirà loro la via dell’amore, li sosterrà nei momenti di fatica e li spingerà a donarsi ai fratelli con grande entusiasmo,  sull’esempio di Carlo Acutis, il ragazzo milanese morto a 15 anni, dichiarato Beato lo scorso 10 ottobre, per la sua originalità nel seguire Gesù e nutrirsi alla sua mensa. Due le citazioni di Carlo: “L’Eucaristia è la mia autostrada verso il Cielo” e “Ognuno di noi nasce originale, ma molti muoiono fotocopie”. Auguriamo ai nostri ragazzi di restare unici, speciali, prodigi agli occhi di Dio Padre e del suo popolo.

Le catechiste Elisa, Marian, Rossella e Silvana
Condividi e unisci anche tu