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Chiesa domestica

L’occasione propizia per un dialogo con Gesù

Riconoscere la presenza del Signore anche nel silenzio e nell’isolamento. Una situazione che diventa occasione

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Torniamo per un attimo all’8 marzo, seconda domenica di Quaresima: monsignor Delpini si trovava nell’antica basilica dei Santi Pietro e Paolo di Agliate, in Brianza, e invitava a leggere nella difficile situazione creatasi dai contagi del Covid-19 (eravamo in zona rossa) un’occasione da cogliere per testimoniare la nostra fede. (cfr “La situazione è occasione”, titolo della lettera pastorale per l’anno in corso 2019/2020). Diceva:

In questo nostro tempo di vita rallentata, di attività sospese, di incertezze, possiamo fermarci un po’ con Gesù e imparare il significato delle cose, la vocazione iscritta negli affetti, la verità di Dio. Proprio ora, proprio qui, al pozzo (era la domenica della Samaritana, ndr) dal quale ciascuno si attende l’acqua per vivere, c’è forse l’incontro sorprendente con Dio che ci dice “ho tempo per voi, mi sta a cuore la vostra vita, c’è nella vostra storia una verità più profonda della cronaca e dei pregiudizi, c’è una verità che trasfigura la vita e dona libertà e gioia.

mons. Mario Delpini

Ecco allora, prosegue monsignor Delpini, che “anche questo tempo strano e complicato, questo rallentarsi di tutto, questo rarefarsi di attività e di incontri, questo viaggio che si è interrotto e che provoca danni enormi all’economia e all’immagine della nostra terra, forse può contenere una occasione propizia per un dialogo con Gesù che si ferma accanto a noi, se ci fermiamo un po’.
Questo è “il tempo della prudenza”: “invece di lamentarci dei limiti imposti, a chiederci cosa c’è di bello e di utile agli altri che possiamo imparare a fare proprio dentro questa situazione”. “Se ci fermiamo un po’ a dialogare con Gesù, possiamo imparare meglio il significato delle cose: le cose di tutti i giorni, infatti, hanno una voce, possono dire qualche cosa”.

Per quanto riguarda la mia esperienza, in questo tempo sospeso devo dire che non è stato facile, per me, “vedere” la S. Messa in TV. In un primo momento era per me solo un “vedere” e non un partecipare come ero abituata. Questo mi addolorava tanto. Ma poi le notizie quotidiane di quello che combinava il Covid-19 mi hanno fatto cambiare idea. Attraverso quel video ho iniziato a vedere un Altare, un Calice, un’Ostia, un Crocifisso, un Sacerdote celebrante. Allora finalmente ho capito: lì ci sei Tu, mio Signore e mio Dio e non permetterò che quello schermo mi separi da Te. Il Tuo sacrificio si compie anche per me e per tutte le persone collegate! GRAZIE! Ciò che conta è il cuore, l’amore che oltrepassa ogni confine.

La “mia chiesa domestica” è diventata poi, insieme a mio marito, luogo di preghiera, di offerta dei sacrifici che richiede questo tempo di pandemia. Nella tua Messa la nostra Messa!

Mi piace, infine, condividere la preghiera suggerita da papa Francesco per la Comunione spirituale:

Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza. Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore, desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore. In attesa della felicità della comunione sacramentale, voglio possederti in spirito. Vieni a me, o mio Gesù, che io venga da Te. Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere, per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia.

Marina Villa

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