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“Signore, dove vuoi che prepariamo la Pasqua?”

Verso il Triduo pasquale: una comunità unita anche a distanza

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Leggiamo insieme il Vangelo

Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici.

Dal Vangelo secondo Matteo (26,17-20)

La Pasqua verrà!

Viviamo da settimane un tempo dilatato, sospeso, insieme alla nostra comunità cristiana e in comunione con tutta la Chiesa italiana e universale. Lentamente ci stiamo abituando – o meglio educando – ad attendere una ripresa, una rinascita che riparta da lì, dove eravamo rimasti. Ma è inutile negarlo: questa ripresa non potrà avere continuità con la medesima situazione di prima. Viviamo in un momento cruciale della storia dell’umanità e la memoria di questi tempi si legherà alle nostre vite, a quelle dei nostri figli e dei figli dei nostri nipoti.

Abbiamo però una certezza: la Pasqua verrà, come ci ha ricordato il nostro Arcivescovo e ci ricorda il Vicario Generale nel comunicato a tutto il popolo di Dio della Chiesa ambrosiana

Può sembrare bizzarro: mentre c’è un Paese fermo, bloccato, dove tutto è scandito da decreti e divieti restrittivi, c’è al contempo una Chiesa universale che continua a muoversi nella storia con il suo calendario liturgico. Passano le settimane, fra poco la Quaresima lascerà il posto, in ogni caso, alla celebrazione del mistero autentico della fede di ogni cristiano, racchiuso nel Triduo e nella Domenica di Pasqua. Noi facciamo parte di questa Chiesa in cammino, anche se siamo chiusi temporaneamente nelle nostre case: e Pasqua vuol dire anche abbracciare con convinzione questa certezza.

Dove prepariamo la Pasqua?

Foto Vatican Media/LaPresse – 15 marzo 2020 Città del Vaticano – L’Angelus della domenica di Papa Francesco in diretta streaming a causa dell’emergenza Coronavirus

In questa Quaresima stiamo sperimentando, forse un po’ timidamente, forme alternative di comunicazione della nostra fede. Abbiamo seguito il nostro Arcivescovo in tv e sui media diocesani, abbiamo ascoltato il Papa magari utilizzando YouTube, abbiamo seguito qualche catechesi e qualche riflessione sul nostro telefonino. Forse abbiamo ripreso a leggere qualche libro di spiritualità, forse abbiamo dedicato un tempo preciso alla preghiera quotidiana, probabilmente ci siamo fatti aiutare dai sussidi e dalle riflessioni che sono circolati nella nostra comunità cristiana, utilizzando i mezzi digitali. La nostra chiesa parrocchiale si è suddivisa in tante piccole chiese domestiche ma questo non ci ha impedito di pregare gli uni per gli altri, a Turro così come in tutto il mondo. Sta crescendo e custodiamo nel cuore quella “voglia di comunità” e soprattutto quel desiderio di celebrazione eucaristica domenicale, di cui tutti avvertiamo la mancanza.

Riuscire a seguire le celebrazioni attraverso i mezzi di comunicazione accessibili a tutti (non tanto Internet quanto la televisione e la radio, decisamente più fruibili e già utilizzati ancor prima del Coronavirus da anziani e ammalati cronici, che sono tra i membri più deboli della comunità parrocchiale) ci avrà fatto sentire davvero in comunione con tutta la Chiesa universale e a maggior ragione più vicino a chi, normalmente, era già un frequentatore della messa radiotelevisiva. Anche se, per chi non lo fa spesso, il rischio di assistere alle celebrazioni solo da spettatori, come quando si segue qualunque altra trasmissione, è sempre in agguato. Diverso è sentirsi coinvolti nella preparazione, partecipando da protagonisti attivi come quando siamo fisicamente in chiesa e costituiamo l’assemblea del Signore.

I discepoli prepararono la Pasqua

Photo by Olivia Snow on Unsplash

Preparare la Pasqua, così come hanno fatto gli apostoli con Gesù, significa vivere le celebrazioni attivamente. E qui potremmo chiederci: bello, ma come si fa oggi?

Proviamo a pensare alla differenza che c’è tra chi guarda una partita di calcio alla televisione, rimanendo sempre seduto in poltrona con le pantofole e senza mai fare attività fisica, e chi guarda quella stessa partita ancora sudato, in tuta e con le scarpe sportive perché è appena tornato dagli allenamenti sul campetto dell’oratorio. La partecipazione, l’emozione, il coinvolgimento non sono certo gli stessi! Anche chi non si è allenato per giocare quella partita, che si svolge su un altro campo e che viene giocata da altri, può immergersi nel gioco perché sa che cosa vuol dire giocare e ha provato molte volte la stessa adrenalina. Certo, è solo una immagine, perché la celebrazione della liturgia permette una partecipazione spirituale effettiva anche a distanza: non è certo uno schermo televisivo a impedire a Dio di venire a noi in maniera efficace! Ma, partendo da questo esempio, potremmo provare a ipotizzare qualche idea da condividere sulla festa che sta per arrivare. 

Una buona preparazione può favorire l’azione di Dio in noi e incoraggiare altri ad accogliere questa azione, anche in questi tempi in cui ciascuno di noi è chiamato a stare là dove vive. Per rimanere nell’immagine della partita: sarebbe bello potersi comunicare quale allenamento stiamo facendo. In questo periodo, infatti, abbiamo la possibilità di fare una verifica di come stiamo vivendo nella nostra comunità. La riflessione e la condivisione sono salutari dal punto di vista spirituale, perché ci permettono di presentare agli altri il nostro sforzo, dove l’esperienza di ciascuno può essere di esempio, di stimolo, di incoraggiamento per tutti i membri della comunità. In questo modo ci potremmo davvero preparare alla Santa Pasqua e continuare a vivere la nostra fede nella prima chiesa, che è la nostra casa.

Sentiamoci tutti invitati a innescare un processo virtuoso, vivendo questa preparazione ciascuno secondo le proprie possibilità, impegnandoci a sentirci parte di una comunità che celebra, anche in tempo di coronavirus.

La nostra Pasqua ai tempi del Covid-19 

Rendiamoci consapevoli nel saper affrontare questo inaspettato cambiamento d’epoca, moltiplicando risorse, intelligenza, carità e creatività. Prepariamo insieme la nostra Pasqua e riuniamoci gli uni con gli altri in una “rete” parrocchiale, distanti ma uniti.

Prendiamoci del tempo per preparare la Pasqua: come vivremo il nostro Triduo pasquale? La commissione liturgica, che in tutti questi anni si è sempre spesa per coordinare delle celebrazioni belle e partecipate nella nostra parrocchia, ha condiviso i libretti preparati in occasione del Triduo 2019.

Giovedì Santo 2019

Venerdì Santo 2019

Sabato Santo 2019

Proviamo a “smontarlo” questo Triduo, esplorando tutte le sue parti (letture, canti, orazioni, gesti e simboli) e facendole riecheggiare nel nostro cuore e nella nostra vita. Proviamo a condividere con la nostra comunità un contenuto, di qualsiasi tipo esso sia:

  • un testo scritto, breve o lungo: una preghiera dei fedeli da condividere, un’intercessione particolare, un commento a una delle letture del Triduo che ci risuona di più, una rilettura di qualche orazione o di qualche gesto simbolico, una riflessione su un canto o anche la semplice testimonianza e racconto su quello che si sta vivendo e provando dal punto di vista spirituale, ma anche familiare, professionale, sociale e psicologico.
  • un audio registrato con la propria voce sullo smartphone, o un video, con gli strumenti a propria disposizione.
  • può essere una foto, anche con una piccola didascalia: un particolare delle nostre case, un oggetto religioso o una frase del Vangelo che ci sta colpendo di più, ma anche la foto del campanile di Turro presa dalle nostre finestre o un simbolo della Pasqua raccontato con la natura, la luce e i colori che la primavera ci sta offrendo.

La redazione del “Condividere X Unire” metterà insieme i contributi e li restituirà in formato digitale sul sito web e sulla newsletter parrocchiale. Non è un concorso, non c’è nessun premio, non bisogna temere di condividere i propri pensieri e non importa il “prodotto” finale: esprimiamo liberamente la nostra “voglia di comunità” convinti che, nel mettere insieme tanti piccoli mattoncini, sperimenteremo la grazia e bellezza del fare comunità, conoscendoci meglio e celebrando con ancora più fede, speranza e carità questo tempo di Pasqua.

È un processo dinamico, un vero laboratorio di “Chiesa digitale”. Questo percorso ci accompagnerà anche nel tempo di Pasqua: alleniamoci già da ora a “condividere per unire” e a metterci in comunione, sperimentando la nostra vocazione di adulti credenti che camminano insieme. Magari più lentamente, ma insieme. Non ci sono scadenze per l’invio del proprio materiale. La redazione lavora su base volontaria ed è a disposizione di tutti i parrocchiani ogni giorno. Chiaramente prima della pubblicazione di ogni contenuto ci vorrà qualche giorno per assemblare i diversi contributi. Ma l’obiettivo è dare spazio a tutti, senza lasciare nessuno indietro, come ogni comunità cristiana dovrebbe fare.

INVIA UN’EMAIL alla redazione di Condividere X Unire

SCRIVI SU WHATSAPP al numero 02 2847850

Grazie, viviamo insieme questa Pasqua!


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