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Il Coronavirus non ferma la carità in parrocchia

Anche in questo periodo la nostra comunità continua ad occuparsi dei poveri, in particolare tramite l’attività della San Vincenzo. Abbiamo chiesto a Davide Rossi, presidente della Conferenza San Vincenzo della parrocchia, di raccontarci con quale spirito si vive concretamente questo servizio ai più deboli, alla luce della situazione che si è creata anche nel nostro quartiere di Turro.

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Davide, che cosa è cambiato di più all’interno della Conferenza parrocchiale da quando c’è l’epidemia?

È salita ancor di più l’attenzione per i nostri assistiti, pur nel mezzo di grandi difficoltà organizzative. Siamo in contatto diretto e costante con il Consiglio Centrale della San Vincenzo di Milano che ci fornisce supporto e linee guida per l’azione. Con il Consiglio è allo studio l’adesione al fondo San Giuseppe, istituito dalla Diocesi in collaborazione con il Comune di Milano e che offre un pronto soccorso a coloro che a causa della epidemia in atto non hanno alcuna forma di sostentamento. Inoltre stiamo valutando caso per caso anche se possiamo avere aiuti dal Fondo Diocesano di Assistenza attraverso la compilazione di appositi moduli. Abbiamo inoltre aderito all’iniziativa “SPESA 7 GIORNI”, che garantisce la consegna a tutti di un piccolo pacco di viveri con pasta, pomodoro e tonno ogni dieci giorni.

Sono aumentate le richieste delle persone? Quali sono i numeri della San Vincenzo parrocchiale?

Sono aumentati tanto i bisogni e quindi le richieste. Una quindicina di persone hanno perso il lavoro: si tratta di lavoratori in edilizia, in ristoranti, colf e badanti, che non possono esercitare l’attività a causa dell’emergenza Covid. Attualmente assistiamo circa 260 persone, di cui circa 80 sotto i 14 anni e 40 sopra i 65 anni. I nuclei familiari che ricevono mensilmente i nostri aiuti sono circa 120.

Come è cambiata la modalità di approvvigionamento dei beni alimentari, della preparazione dei “pacchi” e della consegna degli stessi?

Fortunatamente la Fondazione Banco Alimentare, che ogni mese ci invia i viveri, ha rinforzato le forniture per venire incontro alle aumentate necessità e quindi stiamo avendo buona disponibilità di generi alimentari, tra cui latte, riso, pasta, carne in scatola, biscotti per l’infanzia e olio di semi. La distribuzione dei pacchi non si è fermata, ma per continuare a garantire il servizio abbiamo messo in atto stringenti misure di sicurezza.

Puoi condividere una frase, un gesto che ti ha colpito in questa esperienza così particolare?

Mi ha colpito come la grande macchina della solidarietà, che non si ferma mai, sia ancora più vitale in questa emergenza, e che tante associazioni e attività commerciali abbiano stretto alleanze con il solo scopo di aiutare chi è nel bisogno. Questo è il segno che chi è meno fortunato di noi in questo momento non è lasciato solo: anche nella nostra parrocchia, nel nostro piccolo, ci spendiamo per questa causa.

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