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Pellegrinaggio ad Assisi: la testimonianza di un giovane

27! Ventisette è il numero esorbitante di testimonianze che mi sono state donate durante i giorni del pellegrinaggio ad Assisi, organizzato da don Gioel per i giovani e gli adolescenti al fine di vivere un capodanno alternativo all’insegna della gioia. Se considerate poi che, nel momento conclusivo chiamato ‘Comunicazione della Fede’, tutti i ventuno pellegrini hanno testimoniato ciò che l’esperienza ha loro trasmesso, basta fare due conti per immaginare la ricchezza di quelle giornate e l’abbondanza della Grazia che ho ricevuto.

Nonostante i numerosi luoghi da visitare, i molteplici incontri che si susseguivano con ritmi impegnativi e serrati, è stata un’occasione sorprendente per poter vivere un autentico riposo. Un riposo vero perché, innanzi al sepolcro di San Francesco, mi è stata donata la possibilità di ripensare all’anno passato ed esprimere gratitudine a Dio per i doni ricevuti. In quei giorni di preghiera, ho meditato diverse Parole tra cui un versetto tratto dal Salmo 46 che recita: “Fermatevi e sappiate che io sono Dio.”

Nel mio cuore ha risuonato come un invito a non lasciarmi trascinare nella frenesia della quotidianità vivendo le mie giornate indipendentemente dalla relazione con Dio, ma a riconoscere la sua presenza come epicentro dal quale tutto dipende e trae gioia. Questo versetto, breve ma significativo, mi ha consegnato anche consapevolezza di non essere il dio della mia vita mettendomi di fronte ai miei limiti, soprattutto riguardo all’idea di voler incastrare Dio in un ragionamento logico, frutto di calcoli per il mio tornaconto. Devo iniziare ad affidarmi e a lasciarmi guidare dalla frase ‘Dio sa quel che fa, lasciati fare!’ con la stessa naturale fiducia che un figlio ha per suo padre.

Una volta tornato a Milano, ritagliandomi degli importanti spazi di silenzio e di ascolto, ho maturato il desiderio di scrivervi queste parole per testimoniare la mia gioia perché sia con voi condivisa.

Marco

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