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Editoriale

Recitiamo il Santo Rosario

Un tempo era la preghiera di tutta la famiglia.
Lo sarebbe anche ancora oggi, ma purtroppo è molto più raro.
In realtà ho visto con piacere, andando a benedire le case, che tanti, alle 18.00 si sintonizzano su TV 2000 per recitare il S. Rosario in collegamento con Lourdes e trovano molto consolante rimanere in preghiera quella mezzora.
In parrocchia abbiamo la “catena del S. Rosario”: sono circa un centinaio di parrocchiani che recitano un rosario nella settimana per le intenzioni preparate per la parrocchia e per chi richiede un aiuto spirituale o fisico. Abbiamo già sperimentato più volte la forza di questa preghiera.
Ma ho anche ricordi miei, molto belli, che risalgono alla mia infanzia, in una grande casa di contadini, la sera dopo cena, intorno al camino acceso, in semicerchio, la nonna, gli zii, i miei genitori, mio fratello più grande, la mia sorellina in braccio alla mamma … le vampe dei ciocchi coloravano i volti di rosso e si recitava il S. Rosario … poi, più avanti negli anni, quando tornavo lì in vacanza, il camino non c’era più ma nell’ampio corridoio, tutti insieme, o nella cucina con lo zio, stanco del duro lavoro dei campi, che “ciondolava”, ma il Rosario non poteva mancare, lo recitavamo insieme, tutti, un decina per uno cominciando dai più giovani.
Non c’era televisione, ma la preghiera che univa e difendeva dal male. Nella guerra finita da poco, con la fatica di riprendersi (il paese era stato distrutto dai nazi-fascisti e c’erano stati molti uccisi), quella era la prima fonte di speranza per tutti … e lo fu veramente!
Nel post Concilio certa “intellighienzia” cattolica lo riteneva superato. Oggi, anche grazie a Giovanni Paolo II, ai pellegrinaggi, a Medjugorje … il Rosario si è preso una bella rivincita.
Appaiono attuali le parole scritte da San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716) per riassumere, in modo arguto, obiezioni e pregiudizi a proposito del Rosario: «Eh, sì, basta dire il Rosario e verrà giù da mangiare dal cielo!… Quanti santi non l’hanno mai recitato!… Dire il Rosario va bene per le donnette ignoranti… Lascia, lascia da parte queste devozioni esteriori; vera devozione è quella del cuore» (Il segreto ammirabile del Santo Rosario, 148).
Oggi, passati tre secoli da queste affermazioni, la preghiera mariana per eccellenza suscita ancora qualche riserva, soprattutto in quegli ambienti ecclesiali un po’ snob prosperati negli anni del post Concilio, quasi che il Rosario fosse soltanto una perdita di tempo o addirittura, si è detto anche questo!, una pratica… “superstiziosa”. Non è così. Solo per chi non capisce niente della vita spirituale, il Rosario è sinonimo di una preghiera retorica, stupida, inutile. Quante volte l’ho visto nelle mani di giovani laureati, di professionisti affermati, di mamme e papà che hanno saputo educare bene i loro figli …
Oggi è più arduo ritagliare nelle nostre giornate convulse il tempo per il Rosario, sia nel senso proprio di trovare concretamente “spazi di tempo” tra un impegno e l’altro, sia nel senso di trovare uno “spazio spirituale” adeguato nel nostro cuore e nella nostra mente, un “fare spazio” dentro di noi per la recita delle Ave Maria e per la meditazione dei Misteri. Ma è anche un agile strumento per pregare, se non tutto, qualche decina in metropolitana o sul tram, in una parte nell’intervallo del lavoro, mentre si fa un tratto di strada a piedi, in una sosta in una chiesa … per le cose importanti si trova sempre tempo!
Ci fidiamo dei medici quando ci prescrivono una medicina? Perché non fidarci della nostra Mamma del cielo che in tutte le apparizioni, soprattutto in quelle più importanti: Lourdes, Fatima, Medjugorje, continua a ripeterci di pregare con il S. Rosario come rimedio contro il male che ci assale, che vuole dividere le famiglie, portare i giovani lontano dalla fede …
Invito, chi si lamenta della nostra società, chi pensa che sia più importante il cervello del cuore, che ottenga più frutto l’intelligenza dell’obbedienza … a obbedire all’invito sapiente e umile di Maria. Poi può venire da me a parlare dei risultati dopo qualche mese di perseveranza. Chi ha provato si è innamorato di questa preghiera semplice, contemplativa e potente.
Il Rosario è la più diffusa devozione popolare e ha sempre giocato un ruolo essenziale, a volte decisivo, nella storia della Cristianità. Ma è importante sottolineare che il Rosario, nella vita personale di ciascun credente, è uno strumento di crescita nel proprio cammino di fede, un aiuto eccezionale nella formazione di una mentalità cristiana.

don Pino

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