Categorie
Attualità

Vivere le opere di misericordia: il nostro cammino quaresimale

Venerdì 10 marzo si è tenuto il primo degli incontri organizzati in questo periodo di Quaresima con lo scopo, come ha scritto don Pino nello scorso Condividere per Unire, di “rendere concreto il più possibile il cammino delle opere di misericordia”.

Padre Giansandro Cornolti, partendo dalla lettura del brano del Profeta Isaia (Is1. 58, 4b-12b), ci ha guidati nella conoscenza dell’Opera di San Francesco che, attraverso una cinquantina di dipendenti e oltre ottocento volontari, è giunta a offrire nel corso degli anni un pasto quotidiano, una doccia settimanale, un cambio mensile e assistenza medica a circa duemilaseicento persone.

L’accogliere chiunque, il chiamare per nome, l’ascoltare attento sono gli atti della con-divisione, per giungere all’incontro con l’umanità che Dio ha amato. Senza la pretesa di salvare il mondo, ma con la certezza che il Signore ti vuole bene e che ti dona la sua pace.

Diversa, ma altrettanto preziosa, la testimonianza di Ulderico Maggi della Comunità di Sant’Egidio, durante l’incontro del venerdì successivo.

Con la meditazione della parabola del ricco epulone (Lc 16, 19-31), ci ha rammentato che il nome passato alla storia è quello del povero Lazzaro: il ricco è già definito dalla sua ricchezza, della quale si è cibato, ma è del povero che si occupa Gesù ed è lui che porta con sé. Come spesso sono le nostre, vuote e inutili sono le parole del ricco, che sarà punito per la sua indifferenza, per aver speso la propria vita soltanto per sé. Come lui non vede Lazzaro così, per noi, il rischio è la porta chiusa al dolore degli altri.

L’invito forte che ci è stato rivolto è quello di guardare alla nostra porta; a essere una chiesa che non solo si occupa dei poveri, ma sta con i poveri; a essere docili e attenti ad ascoltare il loro grido; a vivere la Quaresima come il tempo del ritorno con tutto il cuore al Signore, con la forza della preghiera non fine a se stessa; a uscire per strada, a guardare nell’abisso della povertà, a scegliere di non andare oltre e ad abbattere i muri che nascondono ciò che non vogliamo vedere.

Ne esce il ritratto di una comunità che delinea l’essenziale, coraggiosa e unita intorno alla Parola, che ci dice che i poveri sono la misura di verità della nostra vita.

Stefania

Condividi e unisci anche tu